La produzione industriale statunitense è cresciuta in giugno del massimo da febbraio, grazie soprattutto ad auto, computer ed elettronica. L’incremento dello 0.5 per cento segue la flessione dello 0.1 per cento di maggio, rivista al ribasso dall’iniziale dato invariato. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva è aumentato all’81.7 per cento, massimo da otto mesi. Sembra quindi confermata la ripresa della manifattura (cresciuta dello 0.6 per cento mensile), rinforzata dallo smaltimento dell’eccesso di scorte, che favorisce la ripresa della produzione, stimolata anche dalla crescita dell’export. In crescita anche la produzione delle utilities (che sommata a quella manifatturiera e mineraria determina la produzione industriale complessiva), dello 0.3 per cento, e quella mineraria, dello 0.5 per cento.
Il dato di produzione industriale è in linea con le attese, quello sull’utilizzo di capacità produttiva è migliore di un decimo di punto percentuale. La produzione di beni durevoli di consumo, incluse auto, è aumentata dell’1.6 per cento, quella dei veicoli a motore del 2.5 per cento; quella di computers è aumentata dell’1 per cento, quella di elettronica per la casa del 2.6 per cento. A questo quadro di sostanziale ripresa della manifattura si affiancano le cautele per il settore auto, che ha recentemente mostrato un indebolimento delle vendite ed un aumento delle scorte, che tuttavia possono essere stati causati dal tentativo di aumento dei prezzi, che hanno contribuito all’aumento dell’indice dei prezzi al consumo core per giugno.
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