Germania – Sorpresa negativa per la produzione industriale a giugno
Inatteso calo della produzione industriale tedesca in giugno. La flessione, pari allo 0,4 per cento mensile, a fronte di attese per un incremento dello 0,5 per cento, segue il dato mensile di maggio, che mostrò un progresso dell’1,9 per cento. Su base tendenziale, cioè annuale, la crescita è pari al 5,1 per cento, corretta per i giorni lavorati. La rivalutazione dell’euro e gli elevati prezzi petroliferi potrebbero raffreddare l’economia tedesca (e quella di Eurolandia), che lo scorso anno ha visto la maggiore crescita del decennio, dopo che il boom dell’export ha alimentato la spesa per investimenti aziendali.
Il dato debole di produzione industriale è tuttavia attenuato dal robusto dato di ordini alla manifattura in giugno (più 4,6 per cento, guidato da una crescita del 21,6 per cento delle vendite nella regione dell’euro) e dalla tenuta del tasso di disoccupazione in luglio al 9 per cento, minimo da 14 anni. Il picco congiunturale può essere stato raggiunto, ma la dinamica resta ben superiore alla media di lungo periodo. Disaggregando il dato odierno, si rileva la contrazione della produzione manifatturiera dello 0,5 per cento, causata dal calo del 2,5 per cento nei beni di consumo e del 2,1 per cento nel settore delle costruzioni. In controtendenza la produzione di energia, in crescita del 2,2 per cento.
Su base bimestrale, che tende a smorzare la volatilità mensile, la produzione industriale è aumentata dell’1 per cento in maggio e giugno rispetto a marzo e aprile. Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo, lo scorso 25 luglio, le proprie stime di crescita per la Germania nel 2007, portandole dall’1,8 al 2,6 per cento, e citando “grande forza” in export ed investimenti. Una forza congiunturale che appare maggiore delle precedenti stime anche in Europa, Giappone e paesi emergenti, incluse Cina e India, e che potrà quindi compensare l’indebolimento dell’economia statunitense.
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