Macromonitor.net

Macroeconomia e mercati finanziari

Monoline, 1000 miliardi e 9 settimane e mezzo di dolori

with one comment

Nel capitolo più recente nella saga del mercato del credito, Fitch ha annunciato una profonda revisione dei rating alle assicurazioni monoline nel corso delle prossime 8-10 settimane; una eventuale perdita del prezioso rating AAA da parte di alcune di esse potrebbe colpire paradossalmente chi ha scelto uno dei “beni rifugio” per eccellenza negli USA, a causa del ruolo giocato dalle monoline nel “sicuro e tranquillo” mercato delle obbligazioni municipali.

Come avevamo anticipato, il problema delle assicurazioni monoline nasce dalla natura di assicuratori contro l’insolvenza di intere emissioni obbligazionarie: in cambio di una commissione, le monoline garantiscono il pieno rimborso di capitale ed interessi per una determinata emissione, anche in caso di insolvenza del debitore. In aggiunta, pare che alcune monoline abbiano investito in veicoli di finanza strutturata dello stesso tipo di quelli di cui garantivano la solvibilità.

Quando i tassi di insolvenza dei mutui subprime hanno cominciato a salire, il valore di tali strumenti è genericamente crollato, producendo da un lato massicce perdite in alcuni portafogli d’investimenti e dall’altro facendo aumentare il rischio che le assicurazioni stesse debbano rimborsare gli investitori nelle tranche da loro garantite.

Il rischio è quello di una sorta di effetto-domino: le emissioni garantite dalle monolines ammontano a circa 1000 miliardi di dollari ed il downgrade di una monoline comporterebbe il downgrade di tutte le emissioni obbligazionarie che vengono assicurate (wrapped, in gergo tecnico) dalla monoline stessa, se il debitore non può garantire il medesimo grado di affidabilità. Questo implicherebbe il riconoscimento formale di un maggiore rischio d’insolvenza e, di conseguenza, la necessità per molti detentori di tali strumenti (essenzialmente ABS ed obbligazioni municipali) di accantonare maggior capitale a fronte degli investimenti oppure a liquidarli forzosamente, deprimendo ulteriormente i prezzi e preparando la strada ad ulteriori svalutazioni.

L’effetto negativo sarebbe immediato anche su di un mercato molto diverso da quello della finanza strutturata: moltissime emissioni garantite dalle monoline sono emissioni degli enti locali americane, i cosiddetti muni bond. Si tratta di emissioni esentasse molto apprezzate dagli investitori proprio in ragione del basso rischio e della natura statale dell’emittente; quasi per paradosso, una caduta dei corsi di tale mercato porterebbe la crisi del segmento notoriamente più rischioso di tutto il mercato, popolato quasi soltanto da speculatori, direttamente in un comparto una volta percepito come un rifugio sicuro. Un rifugio da centinaia di miliardi di dollari.

Written by John Christian Falkenberg

Tuesday, 6 November, 2007 at 16:39

One Response to 'Monoline, 1000 miliardi e 9 settimane e mezzo di dolori'

Subscribe to comments with RSS or TrackBack to 'Monoline, 1000 miliardi e 9 settimane e mezzo di dolori'.

  1. [...] Le assicurazioni monoline sono così chiamate negli Stati Uniti perché all’origine esse erano in effetti delle aziende monoprodotto, specializzate nel garantire le emissioni di obbligazioni municipali, molto diffuse nel paese; un lavoro tutto sommato abbastanza tranquillo e discretamente remunerativo. Ma da allora, alla ricerca di nuovi mercati e di nuove e più elevate fonti di guadagni, gran parte di esse ha progressivamente esteso il perimetro del loro business sino ad arrivare a coprire tutti i tipi di obbligazioni, comprese quelle che risulteranno poi legate alla crisi del subprime. Esse sono così arrivate a prendere sulle loro spalle la garanzia di una parte molto consistente delle attività finanziarie del paese. Il tutto era poi legato al fatto che da una parte i titoli assicurati avevano il rating massimo, la tripla A e che con lo stesso rating erano valutate anche le stesse assicurazioni. [...]

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.