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Macroeconomia e mercati finanziari

Wells Fargo o del capitalismo vero

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Il matrimonio forzato di Wachovia con Citigroup è sfumato. L´acquirente è invece Wells Fargo, che ha acquisito la banca di Charlotte pagando con azioni proprie per un valore di 15 miliardi di dollari e ha lanciato un segnale importantissimo al mercato e al Congresso: lasciateci lavorare e possiamo farcela da soli.

Wells Fargo non ha chiesto nulla alla Fed, all’ente di tutela dei depositi o al governo federale, al contrario di quanto aveva fatto Citigroup; ha offerto un prezzo minore, ma si è accollata ogni rischio dell’operazione.

L’operazione è importante per un motivo : dimostra quanto fallace sia l’idea che soltanto un intervento statale possa salvare il sistema, di quanto potrebbe addirittura ritardare la ristrutturazione del sistema, fornendo incentivi distorti e false speranze.
In realtà, i compratori esistono, ma sorge il sospetto che la tentazione di scroccare qualche soldo al governo sia, per molte banche, troppo forte. E quindi ecco da parte dei compratori la richiesta di fondi, ecco le operazioni complicate con prestiti a basso costo, la richiesta di garanzie sulle perdite ed altri sussidi.

Per la banca in difficoltà, il “venditore”, è più semplice sostenere che non sia stata l’imprudenza, ma la congiuntura a farla finire nei guai e che l’assenza di un compratore è colpa del “mercato”, non del fatto che si richieda un prezzo troppo elevato.

Per fortuna, Wells Fargo non ricade in nessna delle due categorie e Wachovia ha preferito la soluzione decente. Ci hanno dato un bell’esempio.

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Written by John Christian Falkenberg

October 3rd, 2008 at 5:06 pm

Posted in Mercati,Stati Uniti

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