Non è ancora chiaro se si tratti di un’indagine “di routine”, legata alle proposte di joint-venture fra Markit e DTCC , o un’indagine legata ad attività collusive fra la società ed i propri azionisti, le maggiori banche d’affari del pianeta. Gran parte delle istituzioni finanziarie impiegano le quotazioni di Markit come prezzo di valorizzazione ufficiale dei CDS in bilancio, ma è conoscenza comune quanto tali quotazioni siano a volte molto distanti dai livelli effettivi di mercato, soprattutto in caso di ampie variazioni improvvise. Le differenze erano sempre state attribuite a problemi tecnici e dagli algoritmi di composizione dei prezzi di chiusura, ma cominciano già a fiorire teorie più sinistre al riguaardo.
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