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	<title>Comments on: Giappone, quando la crescita preoccupa</title>
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	<description>Macroeconomia e mercati finanziari</description>
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		<title>By: Sempre (più) in basso -</title>
		<link>http://macromonitor.net/2009/11/16/giappone-quando-la-crescita-preoccupa/#comment-139</link>
		<dc:creator>Sempre (più) in basso -</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 17:46:52 +0000</pubDate>
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		<description>[...] “Giappone, quando la crescita preoccupa”, Macromonitor. Ma l’inflazione negativa &#8211; che per la cronaca si chiama deflazione &#8211; non sta colpendo solo l’Europa. Anzi. A soffrire più di chiunque altro &#8211; come ha fatto giustamente notare il sito di economia Macromonitor, in un post pubblicato ieri &#8211; è il Giappone. Che la deflazione l’ha già sperimentata durante una lunghissima crisi negli anni Novanta (il cosiddetto “decennio perduto” dell’economia giapponese). E che ancora oggi ne patisce gli effetti. Perchè &#8211; e lo ripetiamo per la centesima volta - il fatto che i prezzi scendano non è una cattiva notizia, è una pessima notizia. Punto primo: perchè rischia di innescare un circolo vizioso di questo tipo: se i prezzi calano, calano anche i profitti delle aziende; le aziende licenziano; i licenziati spendono meno; i prezzi scendono ancora; e così via. Punto secondo: perchè diventa più complicato pagare i debiti e il debito pubblico in primis. Cosa che appunto sta &#8211; puntualmente &#8211; accadendo in Giappone. Come osserva Macromonitor: il Pil &#8211; in Giappone, tra luglio e settembre &#8211; è tornato a salire. Ma solo in termini reali. Che vor dì? Vor dì che &#8211; dopo mesi e mesi di crisi &#8211; il Giappone ha ripreso a produrre concretamente di più. Ma quel che ha prodotto vale meno denaro. Per colpa dei prezzi che &#8211; sempre tra luglio e settembre &#8211; sono scesi del 2,6%. E quindi? E quindi il rapporto tra debito &#8211; che per ovvie ragioni rimane costante &#8211; e Pil &#8211; che invece varia al variare dei prezzi &#8211; sta peggiorando. Sempre che peggiorarlo sia possibile, visto che il debito pubblico giapponese è già oggi pari all’incirca al 200% del prodotto interno lordo (come ricordava, giusto ieri, anche il “Times”). Risultato: pagarlo diventerà più difficile. Sempre che ci si riesca. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] “Giappone, quando la crescita preoccupa”, Macromonitor. Ma l’inflazione negativa &#8211; che per la cronaca si chiama deflazione &#8211; non sta colpendo solo l’Europa. Anzi. A soffrire più di chiunque altro &#8211; come ha fatto giustamente notare il sito di economia Macromonitor, in un post pubblicato ieri &#8211; è il Giappone. Che la deflazione l’ha già sperimentata durante una lunghissima crisi negli anni Novanta (il cosiddetto “decennio perduto” dell’economia giapponese). E che ancora oggi ne patisce gli effetti. Perchè &#8211; e lo ripetiamo per la centesima volta &#8211; il fatto che i prezzi scendano non è una cattiva notizia, è una pessima notizia. Punto primo: perchè rischia di innescare un circolo vizioso di questo tipo: se i prezzi calano, calano anche i profitti delle aziende; le aziende licenziano; i licenziati spendono meno; i prezzi scendono ancora; e così via. Punto secondo: perchè diventa più complicato pagare i debiti e il debito pubblico in primis. Cosa che appunto sta &#8211; puntualmente &#8211; accadendo in Giappone. Come osserva Macromonitor: il Pil &#8211; in Giappone, tra luglio e settembre &#8211; è tornato a salire. Ma solo in termini reali. Che vor dì? Vor dì che &#8211; dopo mesi e mesi di crisi &#8211; il Giappone ha ripreso a produrre concretamente di più. Ma quel che ha prodotto vale meno denaro. Per colpa dei prezzi che &#8211; sempre tra luglio e settembre &#8211; sono scesi del 2,6%. E quindi? E quindi il rapporto tra debito &#8211; che per ovvie ragioni rimane costante &#8211; e Pil &#8211; che invece varia al variare dei prezzi &#8211; sta peggiorando. Sempre che peggiorarlo sia possibile, visto che il debito pubblico giapponese è già oggi pari all’incirca al 200% del prodotto interno lordo (come ricordava, giusto ieri, anche il “Times”). Risultato: pagarlo diventerà più difficile. Sempre che ci si riesca. [...]</p>
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		<title>By: bamboccioni alla riscossa &#187; Blog Archive &#187; Sempre (più) in basso - Le pillole rosse del 17/11/2009</title>
		<link>http://macromonitor.net/2009/11/16/giappone-quando-la-crescita-preoccupa/#comment-138</link>
		<dc:creator>bamboccioni alla riscossa &#187; Blog Archive &#187; Sempre (più) in basso - Le pillole rosse del 17/11/2009</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 18:46:15 +0000</pubDate>
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		<description>[...] &#8220;Giappone, quando la crescita preoccupa&#8221;, Macromonitor. Ma l&#8217;inflazione negativa - che per la cronaca si chiama deflazione - non sta colpendo solo l&#8217;Europa. Anzi. A soffrire più di chiunque altro - come ha fatto giustamente notare il sito di economia Macromonitor, in un post pubblicato ieri - è il Giappone. Che la deflazione l&#8217;ha già sperimentata durante una lunghissima crisi negli anni Novanta (il cosiddetto &#8220;decennio perduto&#8221; dell&#8217;economia giapponese). E che ancora oggi ne patisce gli effetti. Perchè - e lo ripetiamo per la centesima volta - il fatto che i prezzi scendano non è una cattiva notizia, è una pessima notizia. Punto primo: perchè rischia di innescare un circolo vizioso di questo tipo: se i prezzi calano, calano anche i profitti delle aziende; le aziende licenziano; i licenziati spendono meno; i prezzi scendono ancora; e così via. Punto secondo: perchè diventa più complicato pagare i debiti e il debito pubblico in primis. Cosa che appunto sta - puntualmente - accadendo in Giappone. Come osserva Macromonitor: il Pil - in Giappone, tra luglio e settembre - è tornato a salire. Ma solo in termini reali. Che vor dì? Vor dì che concretamente - dopo mesi e mesi di crisi - il Giappone ha ripreso a produrre concretamente di più. Ma quel che ha prodotto vale meno denaro. Per colpa dei prezzi che - sempre tra luglio e settembre - sono scesi del 2,6%. E quindi? E quindi il rapporto tra debito - che per ovvie ragioni rimane costante - e Pil - che invece varia al variare dei prezzi - sta peggiorando. Sempre che peggiorarlo sia possibile, visto che il debito pubblico giapponese è già oggi pari all&#8217;incirca al 200% del prodotto interno lordo (come ricordava un paio di settimane fa anche il &#8220;Times&#8221;). Risultato: pagarlo diventerà più difficile. Sempre che ci si riesca. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] &#8220;Giappone, quando la crescita preoccupa&#8221;, Macromonitor. Ma l&#8217;inflazione negativa &#8211; che per la cronaca si chiama deflazione &#8211; non sta colpendo solo l&#8217;Europa. Anzi. A soffrire più di chiunque altro &#8211; come ha fatto giustamente notare il sito di economia Macromonitor, in un post pubblicato ieri &#8211; è il Giappone. Che la deflazione l&#8217;ha già sperimentata durante una lunghissima crisi negli anni Novanta (il cosiddetto &#8220;decennio perduto&#8221; dell&#8217;economia giapponese). E che ancora oggi ne patisce gli effetti. Perchè &#8211; e lo ripetiamo per la centesima volta &#8211; il fatto che i prezzi scendano non è una cattiva notizia, è una pessima notizia. Punto primo: perchè rischia di innescare un circolo vizioso di questo tipo: se i prezzi calano, calano anche i profitti delle aziende; le aziende licenziano; i licenziati spendono meno; i prezzi scendono ancora; e così via. Punto secondo: perchè diventa più complicato pagare i debiti e il debito pubblico in primis. Cosa che appunto sta &#8211; puntualmente &#8211; accadendo in Giappone. Come osserva Macromonitor: il Pil &#8211; in Giappone, tra luglio e settembre &#8211; è tornato a salire. Ma solo in termini reali. Che vor dì? Vor dì che concretamente &#8211; dopo mesi e mesi di crisi &#8211; il Giappone ha ripreso a produrre concretamente di più. Ma quel che ha prodotto vale meno denaro. Per colpa dei prezzi che &#8211; sempre tra luglio e settembre &#8211; sono scesi del 2,6%. E quindi? E quindi il rapporto tra debito &#8211; che per ovvie ragioni rimane costante &#8211; e Pil &#8211; che invece varia al variare dei prezzi &#8211; sta peggiorando. Sempre che peggiorarlo sia possibile, visto che il debito pubblico giapponese è già oggi pari all&#8217;incirca al 200% del prodotto interno lordo (come ricordava un paio di settimane fa anche il &#8220;Times&#8221;). Risultato: pagarlo diventerà più difficile. Sempre che ci si riesca. [...]</p>
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