Archive for the ‘Cina’ Category
Credito overnight: stockzilla domato, dubbi cinesi, tensioni europee
Europa sempre al centro dell’attenzione, con l’Euro di nuovo in calo verso 1,26 dollari. Gli indici azionari americani non sono riusciti a mantenere i guadagni nel finale, togliendo il fattore tecnico che aveva permesso una buona chiusura anche per il mercato del credito. L’Asia chiude ancora in moderato peggioramento: pesano i timori sulle misure che saranno necessarie in Cina per evitare fiammate inflazionistiche.
Mercati del credito, apertura 11 Maggio 2010. Cina ed Euro sotto i riflettori
Apertura cauta dopo il calo asiatico, dovuto anche alla debolezza dell’euro, nonostante la buona performance di Wall Street.
Mercati del credito 12 Gennaio 2010 – sindrome cinese, nuove emissioni Intesa, Mediaset, auto
Mercati del credito deboli in mattinata; dopo un inizio d’anno in tono estremamente positivo la prospettiva di numerose nuove emissioni e le manovre monetarie cinesi stanno mettendo un freno al mercato.
Il pendolo cinese si sposta verso la stretta?
Nella giornata di ieri la banca centrale cinese (People’s Bank of China, PBOC), nel proprio report trimestrale di politica monetaria ha comunicato chela politica del tasso di cambio dovrebbe prendere in considerazione “i flussi di capitale e i principali movimenti valutari”. Il riferimento è sia ai flussi di fondi in entrata in Cina, per effetto del crescente surplus commerciale cinese che al deprezzamento del dollaro.
Cina – Il credito è vivo e lotta insieme a noi
Durante la notte, il paese più importante del mondo in termini di capacità di accendere il fiammifero della crescita economica (vera o sperata), la Cina, ha reso noto una serie di dati macroeconomici accolti dall’indice di Shanghai con il massimo delle ultime tre settimane. Di particolare rilievo il dato del credito bancario, ammontato in agosto a 410.4 miliardi di Yuan, circa 90 miliardi più del previsto. Nei primi 8 mesi di quest’anno il totale è stato di 8.100 miliardi, ben al di sopra dei 4.900 miliardi erogati nell’intero 2008, ma il ritmo di crescita del credito sta rallentando al crescere dell’attenzione del governo alla gestione del potenziale surriscaldamento. Anche la produzione industriale è aumentata oltre le stime, mentre le vendite al dettaglio e gli investimenti in immobilizzazioni sono stati circa in linea con il consenso. L’avanzo commerciale è stato superiore al previsto, ma sia le importazioni che le esportazioni sono scese più del consenso, circostanza che evidentemente non depone a favore di una rivitalizzazione del commercio globale.
Mercati del credito, 31 Agosto 2009 – chiusi per ferie, la Cina non è più vicina.
Il mercato del credito è ufficialmente chiuso, a causa della festività londinese. I rarefatti scambi che continuano ad avvenire vedono più venditori che compratori. Notevole la reazione, ancora composta, delle Borse europee ed americane alla continuazione del tracollo cinese, a cui abbiamo già accennato.
Mercati del credito 28 Agosto 2009 – China rules no more?
Apertura in tono positivo per il mercato del credito, nonostante il cattivo dato sulla disoccupazione giapponese e la chiusura decisamente negativa della borsa di Shanghai. I volumi rimangono ridotti, sia nel comparto obbligazionario che in quello dei derivati. Continuano le vendite su Telecom Italia, in attesa di dettagli sul nuovo bond.
Qualcosa che i cinesi non riescono ad esportare: i loro Btp
Le tigri asiatiche sembrano in grado di esportare con successo quasi qualsiasi cosa, ma le ultime aste di titoli governativi non sono andate per nulla bene. L’ultimo flop è stata l’asta cinese, rimandata a causa dello scarso interesse degli investitori istituzionali.
Quanto è importante la Cina?
Fate scorrere la barra in fondo a questa animazione, che descrive la classifica delle venti maggiori banche mondiali dal 1999 al 2009. Lasciamo le considerazioni filosofiche e geopolitiche al lettore, con l’avvertenza che i valori di Borsa possono essere gonfiati o depressi da fattori esogeni al mercato ed alla razionalità. Molto esogeni.
Aziende d'azzardo
Pare che un altro degli effetti collaterali dell’eccesso di liquidità e credito in cui il mondo si è cullato negli ultimi anni sia l’aumentata propensione delle imprese non finanziarie a giocare con la finanza. Mentre in Polonia un numero crescente di aziende si dirige inesorabilmente verso il dissesto per aver speculato sul rialzo dello zloty contro euro (le cose sono andate piuttosto diversamente, come sappiamo), è di oggi la notizia che, dietro al già di per sé sospetto incremento del credito in Cina vi sarebbe l’investimento azionario.