Ulteriori segnali di fragilità del mercato: La BCE conferma la chiusura di uno dei programmi di finanziamento straordinario per le banche ed il mercato vira al peggio.
Ulteriori segnali di fragilità del mercato: La BCE conferma la chiusura di uno dei programmi di finanziamento straordinario per le banche ed il mercato vira al peggio.
Sui mercati del credito sembra tornato il sereno, soprattutto grazie alla performance delle Borse ed al rientro sul mercato dei compratori di obbligazioni societarie, tranquillizzati dalle iniezioni di liquidità delle banche centrali e nuovamente pronti a impiegarne almeno una parte. Unico neo, il persistente elevato valore dei differenziali fra tassi LIBOR ed OIS rispetto ai…
Apertura cauta dopo il calo asiatico, dovuto anche alla debolezza dell’euro, nonostante la buona performance di Wall Street.
La Banca Centrale Europea ha iniziato ad acquistare titoli dei paesi della periferia dell’area euro per sostenerne i prezzi. Per evitare che la manovra produca liquidità , l’istituto di emissione ha annunciato che non finanzierà gli acquisti stampando moneta, ma vendendo sul mercato titoli di stato tedeschi e francesi.
Per sventare il rischio di una crisi di liquidità per il sistema bancario , la Banca Centrale Europea ha sospeso le proprie stesse regole nel caso dei bond greci: continuerà a prestare denaro contro qualsiasi titolo di stato greco, indipendentemente dalle proprie norme sulla qualità delle garanzie .
Il Tesoro statunitense ha lasciato scadere lo scorso 18 settembre la garanzia pubblica sui fondi comuni che investono sul mercato monetario. Uno strumento che da settimane sta comunque vedendo imponenti deflussi, a causa dei tassi a zero.
Il governatore di Bank of England, Mervyn King, ha segnalato oggi la possibilità che l’istituto di emissione britannico possa ridurre il tasso al quale vengono remunerate le riserve bancarie che eccedono i requisiti minimi di sistema. Iniziativa che, come ricordato da King, non modificherebbe il livello di complessivo di riserve del sistema bancario, che è…
Il tasso d’interesse interbancario in dollari americani è più basso di quello per lo yen giapponese per la prima volta in sedici anni. E’ un segno di ripresa dei mercati o un segnale d’allarme per un futuro di stagnazione decennale “alla giapponese”?