Archive for the ‘Stati Uniti’ Category
Credito overnight: stockzilla domato, dubbi cinesi, tensioni europee
Europa sempre al centro dell’attenzione, con l’Euro di nuovo in calo verso 1,26 dollari. Gli indici azionari americani non sono riusciti a mantenere i guadagni nel finale, togliendo il fattore tecnico che aveva permesso una buona chiusura anche per il mercato del credito. L’Asia chiude ancora in moderato peggioramento: pesano i timori sulle misure che saranno necessarie in Cina per evitare fiammate inflazionistiche.
Il destino di Goldman
Venerdì 16 aprile la SEC ha aperto una procedura civile contro Goldman Sachs ed uno dei suoi vice presidenti, Fabrice Tourre, per frode ai danni degli investitori per non aver svelato informazioni fondamentali riguardo un prodotto finanziario legato a mutui subprime, nel momento in cui il mercato immobiliare americano iniziava a deteriorarsi visibilmente. Il titolo Goldman ha accusato una forte contrazione, trascinando al ribasso i mercati azionari.
Nuove revisioni al ribasso per la crescita americana del terzo trimestre
Pubblicata oggi la terza ed ultima stima del Pil statunitense nel terzo trimestre. E’ un più 2,2 per cento annualizzato, che segue il più 2,8 per cento della seconda stima ed il più 3,5 per cento della prima stima. Le revisioni al ribasso hanno interessato quasi tutti i componenti del Pil, in particolare l’investimento fisso aziendale (da più 0,3 per cento della seconda stima ad una contrazione dell’1,3 per cento) soprattutto per la componente strutture (che passa da meno 15,1 a meno 18,4 per cento), la spesa governativa (da più 3,1 a più 2,6 per cento), e le scorte, ridotte meno del previsto. Consumi delle famiglie da più 2,9 a più 2,8 per cento. Nel complesso la crescita del terzo trimestre, che alla prima stima appariva più che soddisfacente, si è dimostrata a consuntivo ancora piuttostro debole, al netto degli effetti dello stimolo.
Il consumatore americano, nella corretta prospettiva
Venerdì 11 dicembre è stato pubblicato il dato di dicembre della survey sulla fiducia dei consumatori (consumer sentiment), elaborato dalla University of Michigan. La prima stima riporta un valore dell’indice di 73,4, a fronte di stime poste a 68,8 e di un dato di novembre pari a 67,4. Il miglior risultato da gennaio 2008, guidato dalla componente delle condizioni correnti, passata da 68,8 a 79,1, mentre l’indicatore delle condizioni future è cresciuto meno, da 66,5 a 69,7.
Fannie Mae: cosa sono altri 16 miliardi, fra amici degli amici?
Fannie Mae e Freddie Mac continuano a stupire. Il contribuente, soprattutto. Dopo circa 100 miliardi di perdite nell’ultimo anno, Fannie Mae ne perde altri diciannove questo trimestre e chiede l’ennesima ricapitalizzazione al Tesoro, questa volta per 15 miliardi. Dobbiamo ammettere almeno l’onestà della nuova dirigenza, che ha smesso di fingere che questi saranno gli ultimi dollari del contribuente che verranno bruciati sull’altare dell’allucinazione immobiliare.
Morti viventi a confronto
La crisi giapponese degli anni’90 è stata caratterizzata dalla presenza delle zombie corporations; negli USA, assistiamo al fenomeno degli “zombie households”, ossia delle famiglie ridotte a zombie da un malinteso “supporto pubblico” .
Stati Uniti, se questa è una ripresa
Il tasso di disoccupazione balzato al 10,2 per cento, il peggior dato da 26 anni. Altri 190.000 posti persi in un mese. Il tasso di disoccupazione cosiddetto U-6, che conta i lavoratori part-time che vogliono lavorare a tempo pieno ed i lavoratori che hanno perso il lavoro e hanno smesso di cercarlo, cresciuto al 17,5 per cento. Sono i dati di sintesi estrema del report sul mercato del lavoro americano in ottobre. Dati non buoni.
Fed: Meno monetizzazione del debito, segnale negativo per l'azionario
Secondo le minute del Federal Open Market Committe della Fed,la banca centrale ha ridotto e ridurrà ancora gli acquisti di debito delle GSE. Si tratta dello strumento principe con il quale la Fed ha iniettato liquidità nel sistema e sostenuto l’erogazione di mutui negli USA. Se questo è l’inizio della fine del denaro facile per tutti, il mercato azionario non la prenderà bene: buona parte del rally di questi mesi non è derivato da un miglioramento dei fondamentali economici, ma dall’impiego della liquidità fornita gratuitamente dalle banche centrali e dalla disperata necessità da parte dei risparmiatori di prendersi rischi sempre maggiori pur di avere rendimenti accettabili, dopo che la politica dei tassi a zero ha depresso i tassi d’interesse a breve termine in tutte le maggiori economie.
Eventi rari
Nel terzo trimestre, il trading di Goldman Sachs ha registrato un solo giorno di perdite, peraltro non superiori a 25 milioni di dollari, e ben 36 giorni di utili superiori a 100 milioni di dollari. Chiamatelo stato di grazia, se vi difetta la fantasia o non siete dei cospirazionisti.

Lo spartiacque del dollaro
Il dollaro continua ad indebolirsi, oggi contro euro è tornato a rompere la soglia di 1,50 ed il mercato azionario, seguendo un collaudato copione, si è mosso al rialzo rovesciando la debolezza iniziale, mentre l’indice VIX si accinge a bucare al ribasso la soglia di 20 punti, segno che il mercato è fiducioso e rilassato sul trend rialzista in atto. I trader valutari sembrano in effetti essere entrati nella predisposizione psicologica di comprare il cambio euro-dollaro ad ogni suo accenno di debolezza, ripristinandone rapidamente la tendenza rialzista.