La settimana, 27/2010
Settimana di ampi recuperi per i mercati azionari, dell’ordine del 5 per cento, che riportano gli oscillatori tecnici di breve periodo in posizione neutrale, dopo i pessimi risultati del secondo trimestre, con ripiegamenti dell’ordine del 15-20 per cento sui principali mercati. Tra i catalizzatori del rally, l’annuncio dell’asset manager e banca depositaria statunitense State Street, che il 7 luglio ha preannunciato utili del secondo trimestre superiori alle stime di consenso, trainando al rialzo l’intero settore bancario.
Segnali fondamentali contrastanti
Il Baltic Dry index è l’indice dell’andamento dei noli, ossia dei prezzi pagati per il trasporto delle merci via mare. E’ storicamente è stato uno dei segnali premonitori del grande crollo e, soprattutto, un indicatore sintetico molto efficace dell’andamento del commercio internazionale: una diminuzione delle esportazioni dall’Asia si riflette immediatamente sulle quotazioni dei prezzi per il trasporto merci.
Gioie borsistiche, emissioni UBS ed Intesa – mercati del credito al caffè, 8 Luglio
Apertura positiva per i mercati del credito, trainati dalle speranze sugli stress test bancari e dall’ottima chiusura di Wall Street. Alcune grandi banche, fra cui UBS ed Intesa, stanno approfittando di questo momento positivo per emettere, raccogliendo fondi.
Calma e Atlantia – Mercati del credito al caffè, 7 Luglio 2010
Mercati del credito poco mossi, complice il clima estivo e l’assenza di spunti direzionali. Per quanto riguarda i nomi italiani, si segnala l’effetto-contagio delle vicende di Abertis su Atlantia.
La settimana, 26/2010
Altra settimana di vistose correzioni dei mercati azionari, dell’ordine del 4 per cento per gli indici europei e statunitensi, che chiudono un semestre di sofferenza. Continua la diffusa incertezza riconducibile alla crisi del debito sovrano europeo ed al rallentamento statunitense, criticità ovviamente interdipendenti. In Europa, la settimana ha visto forte nervosismo in relazione soprattutto alla scadenza della maxi operazione da 442 miliardi di euro di rifinanziamento a 12 mesi e tasso fisso della Banca centrale europea.
BCE, Asia e dati USA pesano sul mercato – mercati del credito al caffé 29 Giugno 2010
Ulteriori segnali di fragilità del mercato: La BCE conferma la chiusura di uno dei programmi di finanziamento straordinario per le banche ed il mercato vira al peggio.
La settimana, 25/2010
Prosegue l’andamento erratico e volatile dei mercati finanziari. Settimana di mercati azionari in ripiegamento, con gli indici statunitensi che non riescono a restare sopra la media mobile a 200 giorni, si chiude con la terza ed ultima stima del Pil americano del primo trimestre, a più 2,7 per cento annualizzato. Tra la prima e la terza stima si è verificato un ridimensionamento del dato di ben 0,8 punti percentuali, a fronte di stime di consenso che ipotizzavano una crescita del 3 per cento, anche per effetto della crescita inferiore alle attese della spesa dei consumatori.
I mercati continuano a temere l’evoluzione della crisi di debito europea, e l’assenza di misure organiche e coordinate a livello internazionale, come confermato dal meeting del G8 e del G20 di questo fine settimana, in Canada. Riguardo la situazione europea, i mercati sono resi inquieti dal forte allargamento dei differenziali di rendimento tra i titoli di stato greci e quelli tedeschi, causati dalle vendite forzose degli investitori in previsione dell’uscita della Grecia dagli indici obbligazionari dei paesi sviluppati, prevista con il ribilanciamento dell’1 luglio. In presenza di una pressione di vendita pur moderata ma di capacità di assorbimento pressoché nulla, tutte le metriche di rischio sono aumentate vistosamente, inclusa la copertura del rischio di default espressa dai livelli dei credit default swaps, portando con sé anche altri paesi finanziariamente fragili, come Portogallo e Spagna, le cui aste di titoli di stato avvengono ormai regolarmente a rendimenti in forte crescita.
La prima settimana di ritorno alla fluttuazione amministrata dello yuan cinese si è conclusa con una rivalutazione di circa mezzo punto percentuale nei confronti del dollaro. I crescenti timori di rallentamento della crescita statunitense nel secondo semestre hanno continuato a produrre movimenti di avversione al rischio che si traducono in acquisti di Treasury i cui rendimenti, anche su scadenze lunghe come la decennale, sono ormai ai minimi storici ed apparentemente avviati verso traiettorie “giapponesi”, mentre anche i titoli indicizzati all’inflazione mostrano una lenta ma costante riduzione delle attese inflazionistiche rappresentate dai breakeven inflation rates.
Dal versante del settore finanziario, in Europa il mese prossimo verranno comunicati gli esiti dello stress test sulle maggior banche della regione, ma gli iniziali entusiasmi si sono già spenti. I test avranno bassa significatività, causata dalla mancata considerazione di quello che potrebbe accadere in caso di default del debito di paesi dell’Eurozona, ampiamente detenuto dalle banche europee, ma anche dalla indisponibilità di fondi pubblici per eventuali ricapitalizzazioni, a differenza di quanto accaduto negli Stati Uniti con il TARP. Restano timori ed incertezze per il persistente malfunzionamento del mercato interbancario europeo, causato dalla crescente diffidenza a prestare, e che sta portando a nuovi massimi le giacenze presso la facility di deposito overnight della Banca centrale europea, e per l’imminente scadenza della maxi-operazione di rifinanziamento della Bce ad un anno, pari a 442 miliardi di euro, che verrà comunque rinnovata, in mancanza di alternative praticabili. Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, il Senato ha approvato il progetto di legge di riforma finanziaria, che appare molto blando e incapace di risolvere il problema delle banche troppo grandi per fallire. Unico elemento positivo è dato dal (tardivo) divieto per le banche di erogare mutui in assenza di verifica delle capacità di rimborso del potenziale debitore.
Divergenze – Mercati del credito 25 Giugno 2010
Andamento all’insegna delle divergenze sul mercato del credito. Il tono sui nomi sovrani è decisamente negativo, i dati USA sono poco incoraggianti ed i clienti istituzionali sono tendenzialmente venditori di obbligazioni societarie. Gli indici azionari tuttavia sostengono quelli del credito a livelli migliori della chiusura di ieri.
Grecia, timori tecnici e giornate corte – Mercati del credito al caffé, 23 Giugno 2010
Apertura debole sui mercati del credito, che scontano la fine del supporto fornito dai mercati azionari in una giornata praticamente prefestiva. Nel frattempo, la Grecia è tornata ai livelli dei momenti di crisi più acuta.
Caos calmo, ENI – Mercati del credito al caffé 22 Giugno 2010
Mercato bipolare, con debolezza sui derivati e sui governativi periferici, mentre le obbligazioni societarie sono invariate ed ENI SpA sta lanciando un bond decennale da un miliardo, che sembra apprezzato dagli investitori.