Apertura cauta dopo il calo asiatico, dovuto anche alla debolezza dell’euro, nonostante la buona performance di Wall Street.
Apertura cauta dopo il calo asiatico, dovuto anche alla debolezza dell’euro, nonostante la buona performance di Wall Street.
Mercati del credito semichiusi a causa della festività inglese. La proposta di salvataggio greco è sicuramente positiva, ma i mercati USA ed asiatici soffrono per le vicende di Goldman Sachs e, soprattutto, per le misure restrittive cinesi che minacciano di disseccare una delle maggiori fonti di liquidità del mercato.
Il nervosismo sul mercato del credito riprende anche grazie alla decisione cinese di restringere il credito per cercare di ridurre la bolla speculativa in atto nel gigante asiatico. Nel frattempo, le voci su Telecom Italia e i primi dati sull’impatto della fine degli incentivi su Fiat stanno creando problemi al credito delle due società.
I dettagli del piazzamento dei bond greci non sono esattamente entusiasmanti, ma lasciano speranze per le future operazioni. Nel frattempo, la prima giornata sul mercato dopo la maxiemissione non sta andando per nulla bene.
Mercati del credito deboli in mattinata; dopo un inizio d’anno in tono estremamente positivo la prospettiva di numerose nuove emissioni e le manovre monetarie cinesi stanno mettendo un freno al mercato.
Il mercato del credito è ufficialmente chiuso, a causa della festività londinese. I rarefatti scambi che continuano ad avvenire vedono più venditori che compratori. Notevole la reazione, ancora composta, delle Borse europee ed americane alla continuazione del tracollo cinese, a cui abbiamo già accennato.
Le tigri asiatiche sembrano in grado di esportare con successo quasi qualsiasi cosa, ma le ultime aste di titoli governativi non sono andate per nulla bene. L’ultimo flop è stata l’asta cinese, rimandata a causa dello scarso interesse degli investitori istituzionali.
Fate scorrere la barra in fondo a questa animazione, che descrive la classifica delle venti maggiori banche mondiali dal 1999 al 2009. Lasciamo le considerazioni filosofiche e geopolitiche al lettore, con l’avvertenza che i valori di Borsa possono essere gonfiati o depressi da fattori esogeni al mercato ed alla razionalità. Molto esogeni.
Le aziende di Stato cinesi sembrano disinteressate al calo mondiale della domanda di metalli e stanno approfittando del crollo delle quotazioni dei propri fornitori per acquistarne quote strategiche. Lungimiranza o pessimo tempismo?