Cina – Lieve rallentamento nel terzo trimestre

L’espansione economica cinese rallenta nel terzo trimestre per la prima volta da un anno. L’incremento su base annuale è del 10.4 per cento, dopo il più 11.3 per cento del secondo trimestre, che ha rappresentato la crescita più rapida in oltre un decennio. Le restrizioni al credito bancario ed all’approvazione di nuovi impianti stanno gradualmente frenando la crescita dell’economia, anche se l’espansione cinese continua a determinare lo squilibrio di un’imponente accumulazione di riserve (giunte a 988 miliardi di dollari a fine settembre) derivanti dal surplus commerciale.
Gli investimenti in attivi fissi nelle aree urbane sono cresciuti nei primi nove mesi del 2006 del 28.2 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente, contro il 29.1 per cento rilevato in agosto, a conferma di una lenta tendenza instauratasi da giugno.
L’eccesso di investimento ha determinato un eccesso di capacità produttiva in molti settori dell’industria pesante: a fine 2005 l’eccesso di capacità produttiva nell’acciaio era pari a 118 milioni di tonnellate, più dell’intera produzione del Giappone (pari a 112 milioni di tonnellate), mentre surplus di capacità si rileva anche per auto, cemento e carbone. Una situazione che rischia di creare una spirale deflazionistica e condurre all’insolvenza molte imprese, con evidenti ricadute negative sul sistema creditizio. Il premier Wen Jiabao sta incoraggiando la popolazione ad aumentare la spesa per sostenere la domanda e l’occupazione, mentre il governo tenta di modificare il modello di crescita del paese, basato su investimenti ed export. Lo scorso anno, l’incidenza dei consumi sul prodotto interno lordo è stata la minore dal 1978, secondo l’ufficio statistico nazionale.

Dopo i due rialzi dei tassi d’interesse effettuati dalla banca centrale dallo scorso aprile, l’offerta di moneta è rallentata sino al 16.8 per cento annuale di settembre, la minore da oltre un anno. Il principale squilibrio da risolvere resta quello dell’insufficiente apprezzamento del cambio: in regime di cambi quasi-fissi, quale è l’attuale cinese, l’aumento di liquidità nel sistema causato dalla vendita di yuan contro dollari da parte della banca centrale cinese tende ad aumentare la liquidità nel sistema finanziario, incoraggiando le banche a prestare.
Dall’attenuazione del peg sul dollaro, lo scorso luglio, lo yuan si è apprezzato del 2.6 per cento contro la divisa americana. Una delle principali preoccupazioni delle autorità cinesi è che un rapido apprezzamento della valuta possa condurre a perdite rilevanti di posti di lavoro nei settori di esportazione, con rischi di tensioni sociali tra i lavoratori delle aree urbane, molti dei quali sono migranti interni dalle aree rurali. Anche per questo motivo, contestualmente alle restrizioni all’investimento, il governo ha tagliato le tasse, alzato i salari minimi e gli stipendi dei pubblici dipendenti per incoraggiare i consumi, e ridurre un tasso di risparmio che è circa doppio rispetto alla media mondiale.

Le vendite al dettaglio crescono in settembre del 13.9 per cento sull’anno precedente, nuovo massimo da gennaio.

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