Giappone – Calo della produzione industriale a settembre

La produzione industriale è calata in settembre dai massimi, soprattutto a causa del settore auto e macchinari. La variazione è di meno 0.7 per cento sul mese precedente, ma è migliore delle attese, poste a meno 0.9 per cento. La produzione giapponese potrebbe essere ridimensionata a causa del rallentamento in atto negli Stati Uniti. Secondo le previsioni del ministero dell’industria e del commercio la produzione di fabbrica dovrebbe flettere dello 0.2 per cento in ottobre e rimbalzare dello 0.5 per cento in novembre, mentre la variazione del quarto trimestre dovrebbe essere negativa per la prima volta dal terzo trimestre 2005. Occorre segnalare che i dati effettivo sono sempre risultati inferiori alla survey governativa in ogni mese da febbraio dello scorso anno. Nel terzo trimestre la produzione industriale è aumentata dell’1 per cento, portandosi ad un nuovo record.Le scorte sono aumentate in settembre dell’1 per cento, livello massimo da sei mesi. Ciò accresce il rischio che i produttori debbano ridimensionare i piani di produzione in caso di rallentamento della domanda estera, anche se le motivazioni originarie dell’aumento delle scorte possono essere state quelle di adeguare la produzione al ritmo della domanda. In particolare, le scorte di prodotti elettronici, che rappresentano circa un decimo della produzione totale, sono cresciute nel terzo trimestre al nuovo record, segnando un parallelo con quanto accaduto nel 2004 quando, ad una fase di accumulazione di scorte, fece seguito un forte aggiustamento nel quarto trimestre, che causò una contrazione nell’economia, portandola in prossimità della recessione. Secondo alcune analisi, il rallentamento dell’economia statunitense, che rappresenta il mercato di sbocco per un quinto dell’export giapponese, indurrà un ridimensionamento dei programmi di produzione. L’export in volume, che traccia con elevata correlazione l’andamento della produzione industriale futura, è calato in settembre del 2.5 per cento, secondo dati pubblicati la scorsa settimana dalla banca centrale.

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