Stati Uniti – Cala la fiducia dei consumatori in ottobre

L’indice di fiducia dei consumatori statunitensi è inaspettatamente diminuito in ottobre. L’indice del Conference Board è calato al livello di 105.4 dalla lettura rivista di 105.9 a settembre e contro attese per un livello di 108. I consumatori appaiono preoccupati soprattutto per l’andamento del mercato immobiliare e per l’impatto che esso sta esercitando sulla creazione di nuova occupazione. La quota di consumatori che considera abbondante il numero di impieghi disponibili è calata dal 26.2 al 25.8 per cento, mentre la proporzione di quanti considerano difficile trovare occupazione è aumentata al 22 per cento, dal 20.9 per cento di settembre. L’ottimismo riguardo la condizione corrente è sceso da 128.3 a 124.7, mentre l’indicatore delle aspettative dei consumatori per i prossimi sei mesi è aumentato da 91 a 92.6. La proporzione dei membri del campione che si aspettano un aumento dei propri redditi è stata del 19.6 per cento, da 20.2 per cento in settembre, mentre la quota di quanti ritengono un aumento degli impieghi disponibili nei prossimi mesi è aumentata a 15.2 per cento da 14.7 per cento. Il buon andamento del mercato azionario sta contribuendo a sostenere i livelli di fiducia: l’indice S&P è cresciuto di oltre il 3 per cento dalla fine di settembre. Continua a leggere “Stati Uniti – Cala la fiducia dei consumatori in ottobre”

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Giappone – Ancora debole la spesa delle famiglie a settembre

La spesa delle famiglie è calata in settembre del massimo da quasi cinque anni. La flessione, pari al 6 per cento su base annuale, è il nono calo consecutivo, dopo il meno 4.3 per cento di agosto e stime di consenso poste a meno 2.1 per cento. Secondo il Ministero del Lavoro, salari (inclusi straordinari) e bonus sono rimasti invariati. Prosegue quindi la crescita molto lenta delle retribuzioni, che rischia di far mancare spinta propulsiva alla spesa dei consumatori, malgrado l’ottimismo della banca centrale, che nel proprio rapporto semestrale sostiene che la tendenza all’aumento dei salari dovrebbe risultare più chiara nel corso del tempo, date condizioni progressivamente più strette del mercato del lavoro. Continua a leggere “Giappone – Ancora debole la spesa delle famiglie a settembre”

India – Rialzo dei tassi ufficiali

La banca centrale indiana ha oggi alzato per la quarta volta quest’anno il tasso-chiave di politica monetaria, nel tentativo di frenare la forte espansione del credito e mantenere sotto controllo l’inflazione senza pregiudicare la crescita economica.
Il tasso repo, uno dei tre strumenti di politica monetaria utilizzati dall’istituto di emissione, è stato aumentato di 25 punti-base, a 7.25 per cento, mentre a sorpresa il tasso pagato alle banche per il riacquisto di titoli (reverse repo, equivalente alla fornitura di liquidità al sistema) è rimasto invariato al 6 per cento. L’aumento effettuato è funzionale ad interessare il credito al consumo ed i mutui ipotecari. Continua a leggere “India – Rialzo dei tassi ufficiali”

Area Euro – Cresce ancora la fiducia nell’economia

La fiducia degli europei nell’economia è aumentata oltre le attese in ottobre. L’indice di sentiment tra responsabili aziendali e consumatori nelle dodici nazioni dell’Euro è aumentato a 110.3, massimo da febbraio 2001, da 109.3 in settembre, mentre nel mese l’inflazione tendenziale è rallentata all’1.6 per cento, per il secondo mese inferiore al tetto massimo del 2 per cento, grazie al ridimensionamento dei prezzi del petrolio. Sembra quindi aumentare la probabilità che la Bce possa alzare i tassi in dicembre.

L’indicatore di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea è risultato in ottobre il più alto da febbraio 2001, ed ha battuto il consenso, posto al livello di 109.5. Anche la fiducia nel settore manifatturiero e dei servizi sono aumentate: la prima si è portata al livello di 5 da 4 in settembre, la seconda è cresciuta da 18 a 21. La fiducia dei consumatori è rimasta invariata al livello di meno 8. Continua a leggere “Area Euro – Cresce ancora la fiducia nell’economia”

Stati Uniti – Costo del lavoro in crescita nel terzo trimestre

I compensi dei lavoratori dipendenti sono cresciuti lo scorso trimestre del massimo in due anni, per effetto dell’accelerazione della componente riferita ai benefit e dell’aumento dei salari. L’incremento dell’1 per cento fa seguito al più 0.9 per cento del precedente trimestre. Negli ultimi 12 mesi i costi sono aumentati del 3.3 per cento, maggior crescita dal primo trimestre 2005. I costi del lavoro rappresentano circa i due terzi dei costi aziendali, e sono calcolati come somma di salari, benefit e oneri sociali a carico del datore di lavoro, quali ad esempio Medicare e Social Security. Le stime di consenso ipotizzavano un incremento dello 0.9 per cento.
Stipendi e salari, che rappresentano il 70 per cento circa dei costi totali del lavoro, sono aumentati dello 0.9 per cento per il secondo trimestre consecutivo, e del 3.2 per cento negli ultimi 12 mesi, il maggior incremento annuale dal secondo trimestre 2002. I costi per benefit, che includono bonus, pacchetti di rescissione del rapporto di lavoro, assicurazioni sanitarie e ferie retribuite, sono cresciuti dell’1.1 per cento sul precedente trimestre, il massimo da un anno e dopo il più 0.8 per cento de secondo trimestre. Negli ultimi 12 mesi l’incremento è stato del 3.3 per cento, contro il 3.4 per cento del secondo trimestre. L’indice dei costi di occupazione (Employment Cost Index, ECI) differisce dai guadagni orari medi perché non prende in considerazione cambiamenti salariali che riflettono spostamenti nella composizione del mercato del lavoro. Così, la maggior creazione di occupazione presso aziende a maggior retribuzione spinge il dato dei guadagni orari medi, mentre l’ECI mostra un aumento solo in ipotesi di aumento dei salari effettivi.