Giappone – Ancora debole la spesa delle famiglie a settembre

La spesa delle famiglie è calata in settembre del massimo da quasi cinque anni. La flessione, pari al 6 per cento su base annuale, è il nono calo consecutivo, dopo il meno 4.3 per cento di agosto e stime di consenso poste a meno 2.1 per cento. Secondo il Ministero del Lavoro, salari (inclusi straordinari) e bonus sono rimasti invariati. Prosegue quindi la crescita molto lenta delle retribuzioni, che rischia di far mancare spinta propulsiva alla spesa dei consumatori, malgrado l’ottimismo della banca centrale, che nel proprio rapporto semestrale sostiene che la tendenza all’aumento dei salari dovrebbe risultare più chiara nel corso del tempo, date condizioni progressivamente più strette del mercato del lavoro.La Bank of Japan ha alzato il 31 ottobre le proprie previsioni di crescita per l’anno fiscale che termina il prossimo 31 marzo al 2.1 per cento, dal precedente 2 per cento, ed ha mantenuto invariata al 2.4 per cento la stima di crescita per il 2007. Il governatore Fukui ha ribadito che la banca centrale provvederà a rialzare gradualmente i tassi d’interesse in funzione di attività economica e prezzi. In assenza di spesa dei consumatori il paese sarebbe per definizione più dipendente da investimenti ed export. Quest’anno la crescita è stata guidata dal brillante andamento dell’investimento aziendale, che sta peraltro suscitando i timori della banca centrale, che ritiene che il basso livello dei tassi d’interesse possa determinare un eccesso d’investimento. Nel breve periodo ciò è di stimolo, ma nel medio rischia di causare rallentamento e ricaduta in deflazione dell’economia.

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