Stati Uniti – Terziario in accelerazione a ottobre

La crescita nelle imprese di servizi è accelerata in ottobre rispetto al minor passo in oltre tre anni, grazie allo stimolo alla domanda fornito da minori costi dell’energia e buon andamento del mercato del lavoro. L’indice ISM non manifatturiero è cresciuto a 57.1 da 52.9 di settembre. L’indice era atteso ad un livello di 54.4. Come noto, l’indice complessivo non è una ponderazione delle singole componenti, che vanno quindi lette ed interpretate separatamente. L’indice dei nuovi ordini è diminuito da a 56.5 in ottobre, da 57.2 in settembre, ma continua a riflettere una crescita robusta. L’indice dell’occupazione è sceso da 53.6 a 51, quello dei prezzi pagati da 56.7 a 51, evidenziando il beneficio che i fornitori di servizi stanno traendo dai minori prezzi dell’energia. Significativamente, i due settori che in ottobre hanno evidenziato un rallentamento dell’attività sono stati immobiliare e costruzioni: pertanto la ripresa nell’indice complessivo di attività indica che la debolezza di questi settori non si sta diffondendo al resto dell’industria dei servizi.

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Stati Uniti – Occupazione in crescita, disoccupazione in calo

I datori di lavoro statunitensi hanno aggiunto in ottobre 92.000 posti di lavoro, e la crescita dell’occupazione nei due mesi precedenti è stata rivista in considerevole rialzo, con l’aggiunta netta di 139.000 nuovi impieghi. Il tasso di disoccupazione è calato nel mese dal 4.6 al 4.4 per cento. Le stime di consenso per ottobre avevano ipotizzato un aumento di 123.000 unità per le buste-paga ed un tasso di disoccupazione invariato al 4.6 per cento. Continua a leggere “Stati Uniti – Occupazione in crescita, disoccupazione in calo”

Cina – Nuovo aumento della riserva obbligatoria

Con decorrenza 15 novembre, le banche cinesi dovranno accantonare a riserve il 9 per cento dei depositi, contro l’8.5 per cento attuale, secondo quanto disposto dalla People’s Bank of China. La mossa produrrà l’effetto di ridurre la quantità di fondi disponibili per impieghi creditizi. La Cina, che ha alzato per due volte i tassi dallo scorso aprile, vuole impedire che la liquidità generata dal surplus commerciale record venga indirizzata al finanziamento di progetti d’investimento, ad evitare l’accumulazione di eccessi di capacità produttiva, dopo che il tasso d’investimento nel paese è cresciuto dal 2003 ad un passo approssimativamente triplo di quello dell’economia (circa il 25 per cento annuo), valore che il governo reputa inaccettabile per il potenziale di caduta dei profitti e di deflazione che esso implica, con conseguente destabilizzazione del sistema bancario causata dai crediti in sofferenza ed inesigibili. La nuova normativa creditizia Basilea 2, che la Cina non ha ancora recepito, prevede criteri di accantonamento prudenziale più restrittivi e differenziati per tipologia di debitore, rispetto alla normativa Basilea 1, che prevede accantonamenti pari all’8 per cento dei fondi prestati. L’incremento del coefficiente di riserva obbligatoria dovrebbe allontanare la possibilità di un ulteriore aumento dei tassi ufficiali prima della fine del 2006.