Stati Uniti – Deficit commerciale in calo a settembre

Il deficit commerciale si è ristretto in settembre a 64.3 miliardi di dollari rispetto al record negativo del mese precedente, per effetto del calo dei prezzi del greggio e dell’accelerazione delle economie estere. Il calo, del 6.8 per cento, è stato il maggiore in quasi due anni, rispetto ai 69 miliardi di deficit di agosto, e si è verificato malgrado il deficit bilaterale record con la Cina. Le esportazioni sono aumentate al nuovo record grazie soprattutto alle maggiori consegne di motori industriali, apparati di telecomunicazioni ed aerei. Un rapporto separato mostra che l’indice dei prezzi all’importazione è calato in ottobre del 2 per cento mensile, per effetto del calo dei prezzi del greggio. Al netto del petrolio, i prezzi all’importazione sono diminuiti dello 0.6 per cento, il massimo da febbraio. Il deficit di settembre rappresenta il miglior risultato da aprile e si confronta con stime di consenso poste a 66 miliardi di dollari.Il deficit rettificato per l’inflazione, un dato utilizzato per calcolare il prodotto interno lordo, si è ristretto al minimo da giugno, a 57 miliardi di dollari. A livello bilaterale, il deficit con la Cina si è ampliato a 23 miliardi di dollari, dai 22 di agosto.

Il nuovo Congresso statunitense, controllato dai Democratici, potrebbe attuare le misure protezionistiche finora solo minacciate, oltre ad adire la WTO per violazione della normativa sul commercio estero.

 

L’import statunitense di beni capitali è diminuito in settembre per effetto dei tagli ai programmi di acquisto di apparati di telecomunicazione, computer e semiconduttori, mentre il valore delle importazioni di greggio è sceso a 22.7 miliardi di dollari, anche per effetto della riduzione del prezzo medio del greggio al barile nel mese, da 66.12 a 62.52 dollari, con un media mensile di 63.9 dollari al barile.

 Il dato di settembre, assieme alla revisione al ribasso di quello di agosto (da 69.9 a 69 miliardi di dollari), suggerisce che il saldo del commercio estero può aver avuto un effetto meno negativo del previsto sulla crescita del prodotto interno lordo del terzo trimestre rispetto a quanto indicato nella prima stima, pari all’1.6 per cento. Assieme ad altri recenti dati su costruzioni e ordini di fabbrica, il dato di crescita del terzo trimestre potrebbe essere rivisto al rialzo dello 0.3-0.4 per cento.

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