Giappone – Accelera la crescita nel terzo trimestre

L’economia giapponese è cresciuta del doppio rispetto alle attese nel terzo trimestre. Secondo la stima preliminare, la crescita annualizzata è del 2 per cento, ed il secondo trimestre è stato rivisto al rialzo, dall’1 all’1.5 per cento. Il dato sembra avvicinare l’ulteriore rialzo dei tassi a gennaio, anche se alcuni osservatori non escludono una mossa già in dicembre, in caso il Tankan dovesse fornire evidenze di forte attività d’investimento. La crescita nel trimestre è stata dello 0.5 per cento, contro lo 0.4 per cento (rivisto al rialzo dall’originario più 0.2 per cento) e stime di consenso poste a più 0.2 per cento. La spesa dei consumatori è diminuita dello 0.7 per cento, contro attese per una flessione dello 0.3 per cento, per verosimile effetto di sfavorevoli condizioni climatiche che hanno limitato gli acquisti in settembre, e dello stallo nella crescita salariale. La banca centrale si attende che la crescita di investimenti ed occupazione possa alimentare la domanda di lavoro e guidare al rialzo i salari, anche se riguardo gli investimenti gli ordinativi di macchinari, un indicatore dei piani di spesa, hanno registrato nel terzo trimestre il maggior calo dall’inizio delle rilevazioni statistiche ed il credito bancario ha rallentato in ottobre per il terzo mese consecutivo. Nel terzo trimestre la spesa per beni capitali è cresciuta del 2.9 per cento, contro attese per un più 0.9 per cento, l’export netto ha aggiunto lo 0.4 per cento alla crescita (in linea con le attese) e le aziende hanno aggiunto scorte, contribuendo alla crescita per lo 0.3 per cento, contro attese per una contribuzione invariata. Il deflatore del prodotto interno lordo è migliorato a meno 0.8 per cento, da meno 1.2 per cento del secondo trimestre, e le serie precedenti sono state riviste retroattivamente fino al 2005, in linea con le nuove modalità di calcolo dell’indice dei prezzi al consumo. Il deflatore del terzo trimestre è stato così rivisto al ribasso per lo 0.2 per cento, il che ha evidentemente spinto al rialzo la crescita reale, senza che ciò abbia implicazioni positive. Nel complesso, quindi, la variazione trimestrale della domanda domestica (variazione del Pil al netto del commercio estero) è stata lievemente positiva, per lo 0.1 per cento, ma la domanda finale (cioè la domanda domestica al netto di scorte e commercio estero) è negativa per lo 0.2 per cento, il che conferma la perdita di momentum della crescita dopo il picco del quarto trimestre 2005.

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