Stati Uniti – Rivista al rialzo la crescita del Pil del terzo trimestre

L’economia statunitense è cresciuta nel terzo trimestre al passo superiore alle attese del 2.2 per cento per effetto prevalente di un aumento delle scorte, che potrebbe tuttavia frenare l’espansione nel trimestre corrente. La seconda stima del prodotto interno lordo si raffronta al più 1.6 per cento precedente ed a stime di un più 1.8 per cento. L’indice di prezzo della spesa per consumi personali è cresciuto del 2.4 per cento, contro il 2.5 per cento della prima stima ed il 4 per cento del secondo trimestre. L’indice al netto di alimentari ed energia è cresciuto del 2.2 per cento annualizzato, meglio del 2.3 per cento della prima stima. Oggi il governo ha rivisto i dati del reddito personale del secondo trimestre, che mostrano una crescita di salari e stipendi dello 0.7 per cento, dalla precedente stima di più 7.7 per cento, e di più 13.3 per cento del primo trimestre.
Le scorte sono cresciute al passo annualizzato di 58 miliardi di dollari, contro 50.7 miliardi della prima stima (che determinavano una sottrazione netta alla crescita) e 53.7 miliardi del primo trimestre. Le scorte hanno aggiunto lo 0.16 per cento alla crescita del terzo trimestre. La combinazione di debole crescita della domanda finale e forte accumulazione di scorte nel terzo trimestre suggeriscono una significativa correzione nel quarto trimestre.

La spesa dei consumatori è cresciuta al passo annualizzato del 2.9 per cento (contro attese poste a 2.8 per cento), da 3.1 per cento della prima stima e 2.6 per cento del secondo trimestre.

Anche il deficit commerciale inferiore alle attese ha contribuito alla revisione al rialzo della crescita: nella prima stima la sottrazione era dello 0.58 per cento, divenuta meno 0.21 per cento nella seconda. Le costruzioni residenziali sono diminuite del 18 per cento annualizzato, da meno 17.4 per cento della prima stima e meno 11.1 per cento del secondo trimestre.

L’investimento fisso aziendale, che include immobiliare commerciale, attrezzature e software, è migliorato da 8.6 a 10 per cento tra la prima e la seconda stima.

Riguardo gli utili aziendali, i profitti prima delle imposte rettificati per il valore di scorte e deprezzamenti/ammortamenti, detti profitti della produzione corrente, sono aumentati del 4.2 per cento, da 1.4 per cento nel secondo trimestre.

A conferma della persistente debolezza dell’immobiliare residenziale, il numero di nuove case vendute è diminuito in ottobre del 3.2 per cento, al livello annualizzato di 1,004 milioni di unità, da 1,037 milioni in settembre ed attese poste a 1,049 milioni. L’offerta di case invendute, al passo corrente delle vendite, è aumentata al controvalore di 7 mesi, da 6.7 in settembre. Il dato sulle case nuove contrasta con quello sulle vendite di case esistenti, pubblicato ieri, che ha evidenziato un inatteso aumento dello 0.5 per cento, a 6.24 milioni di unità, conseguito con un calo del 3.5 per cento annuale del prezzo mediano. Il prezzo mediano di una casa nuova è cresciuto a 248.500 dollari in ottobre, da 243.900 di dodici mesi prima. Parlando ad un incontro pubblico il presidente della Fed, Bernanke, ha segnalato la potenziale stabilizzazione del mercato immobiliare citando quali evidenze i precedenti aumenti nelle vendite di case nuove e l’aumento dell’indice che traccia le richieste di finanziamenti ipotecari, anche se la riduzione a livelli più normali dello stock di invenduto implicherà ulteriori aggiustamenti nell’attività di costruzione.
Su base annuale, il calo delle vendite di case nuove è pari al 25 per cento.

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