Giappone – Inflazione ancora contenuta in ottobre

L’inflazione giapponese è inaspettatamente rallentata in ottobre per effetto prevalente del calo dei prezzi petroliferi. I prezzi al consumo core, che escludono gli alimentari freschi, sono cresciuti dello 0.1 per cento sull’anno precedente, meno del consenso posto a più 0.2 per cento. Il tasso di disoccupazione è poi rimasto al 4.1 per cento, prossimo al minimo di 4 per cento toccato in maggio, come evidenzia un rapporto governativo emesso separatamente. Il Giappone sembra quindi uscire dalla deflazione ma a passo molto lento. In conseguenza di tali dati, che sembrano allontanare l’urgenza di rialzo immediato dei tassi, il rendimento del titolo di stato decennale ha toccato oggi il minimo da oltre due mesi, all’1.6 per cento, mentre il rendimento implicito nei futures sull’euroyen a tre mesi è sceso allo 0.675 per cento.

Al contempo, la spesa delle famiglie è diminuita in ottobre del 2.4 per cento annuale, inferiore al meno 4 per cento previsto dalle stime, e dopo il calo del 6 per cento di settembre.
Il policy board della Bank of Japan si concluderà il 19 dicembre, quattro giorni dopo la pubblicazione del Tankan sulla fiducia delle imprese. La dinamica dei prezzi potrebbe aver accelerato in novembre a causa della rimozione dell’effetto-confronto delle riduzioni delle tariffe di telefonia cellulare attuate lo scorso anno.

Malgrado la stabilità del tasso di disoccupazione il job-to-applicant ratio, l’indicatore di quanti impieghi sono disponibili a chi cerca lavoro è calato in ottobre al minimo da sei mesi, da 1.08 a 1.06.
I prezzi core nell’area di Tokyo, un indicatore anticipatore dell’inflazione nazionale, sono aumentati in novembre dello 0.2 per cento da 0.1 per cento di ottobre.

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