Cina – Gli alimentari spingono l’inflazione a novembre

L’inflazione cinese ha accelerato oltre le attese in novembre a causa dell’incremento dei prezzi degli alimentari al passo più rapido degli ultimi due anni. I prezzi al consumo sono cresciuti dell’1.9 per cento annuale, maggior incremento in 20 mesi. La banca centrale cinese considera l’incremento “temporaneo” e non agirà a meno che l’inflazione resti su questi livelli per parecchi mesi.

 

I costi per alimentari, che rappresentano circa un terzo dell’indice, sono balzati del 3.7 per cento, dopo il 2.2 per cento di ottobre, guidati da un aumento del 4.7 per cento nel prezzo del grano. La banca centrale oggi ha venduto 120 miliardi di yuan (15.3 miliardi di dollari) di titoli pubblici ad un anno, la maggior vendita quest’anno, per drenare l’eccesso di liquidità nell’economia causato dalla crescita dell’export. Il surplus commerciale di novembre, pubblicato oggi, è stato pari a 22.9 miliardi di dollari, secondo di sempre. Il prezzo del grano sui mercati internazionali è salito ai massimi degli ultimi dieci anni dopo che la siccità negli Stati Uniti ed in Australia ha tagliato le rese dei raccolti. Sul mercato domestico cinese il prezzo è cresciuto anche in anticipazione dell’aumento dell’export e del taglio alle forniture domestiche attuato dai traders di stato.

 Tra gli altri articoli del paniere, l’abbigliamento è aumentato dello 0.1 per cento, primo incremento dal 1999. Secondo la banca centrale l’inflazione dovrebbe collocarsi all’1.5 per cento nel 2006 da 1.8 per cento dell’anno precedente, ma potrebbe accelerare per effetto della deregolamentazione dei mercati dell’energia attuata dalle autorità, oltre che dell’aumento della spesa per welfare. Dopo il lieve rallentamento della crescita nel terzo trimestre, i timori inflazionistici restano per il momento ridotti. Consentendo un più rapido apprezzamento dello yuan le autorità cinesi potrebbero contribuire a ridurre l’inflazione importata nei prodotti alimentari.

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