Area Euro – Fiducia delle imprese tedesche a nuovi massimi

La fiducia delle imprese tedesche è aumentata inaspettatamente in dicembre, come segnalato dall’indice IFO, basato sulle risposte di 7.000 dirigenti aziendali, che si è portato al livello di 108.7, massimo dal 1990, contro attese per un invariato al livello di 106.8. Sembrano quindi prendere sostanza le attese sulla capacità dell’economia tedesca a far fronte all’aumento di tre punti percentuali dell’imposta sul valore aggiunto, che scatterà dal primo gennaio, anche grazie all’effetto compensativo di minori costi del petrolio, maggiore export e spesa dei consumatori. Circostanza che può incoraggiare la Banca centrale europea a proseguire nella restrizione monetaria anche all’inizio del prossimo anno. Il 14 dicembre l’istituto di ricerca IFO ha predetto una crescita del 2.5 per cento per l’economia tedesca quest’anno, massimo dall’anno 2000, e dell’1.9 per cento nel 2007, rivedendo al rialzo la precedente stima di più 1.7 per cento.

La maggiore incognita resta tuttavia quella relativa alla stima di quanta parte di tale maggiore attività economica possa essere ascritta all’anticipazione di decisioni di acquisto prima del rialzo delle imposte indirette.

L’indice delle condizioni correnti migliora da 113.9 a 115.3, secondo miglior risultato dall’inizio delle rilevazioni, nel gennaio 1991. Quello delle aspettative aumenta da 100.2 a 102.5, massimo da luglio, suggerendo che i rialzi dei tassi praticati finora dalla Bce non avrebbero avuto rilevante impatto sulle aspettative.

Come detto, cresce la probabilità di ulteriori aumenti dei tassi ufficiali nel primo trimestre 2007, con incertezza centrata sul mese di effettuazione: entro fine marzo dovrebbero chiudersi i rinnovi contrattuali per molte categorie, e la maggior fiducia delle aziende potrebbe produrre incrementi retributivi superiori alle attese.

A livello settoriale, l’indice di fiducia dei manifatturieri è balzato al massimo storico di 26.4 da 22.4 in novembre, risultato notevole anche alla luce del recente indebolimento dello ISM manifatturiero negli Stati Uniti. In miglioramento anche la fiducia dei retailers, da meno 9.2 a meno 5.4, massimo da settembre, e quella del settore dei servizi (che tuttavia non è destagionalizzata), a 20.3 da 17.8.

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