Stati Uniti – Cresce oltre le attese il pil del quarto trimestre 06

L’economia statunitense è cresciuta nel quarto trimestre 2006 al passo annualizzato del 3.5 per cento, spinta da un rimbalzo della spesa dei consumatori indotto dal ribasso dei prezzi della benzina e dalla crescita dei salari. Il tasso di crescita è stato il più forte dal primo trimestre 2006 e ha fatto seguito al 2 per cento del terzo trimestre. La spinta alla spesa dei consumatori durante le festività di fine anno ha aiutato l’economia ad assorbire l’impatto negativo del settore delle costruzioni e della produzione di auto. Quella di oggi è la prima stima della crescita nel corso del trimestre. Il consenso ipotizzava un incremento del 3 per cento del prodotto interno lordo. Per l’intero 2006 la crescita è stata del 3.4 per cento, dal 3.2 per cento del 2005.

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Germania – A gennaio la disoccupazione cala ancora

La disoccupazione tedesca è scesa in gennaio al minimo da quasi cinque anni, per effetto della crescita economica, che incoraggia le imprese a mantenere la forza lavoro, ed al clima mite che favorisce la prosecuzione delle attività nel settore dell’edilizia.

Il numero dei senza lavoro è calato di 106.000 unità nel mese, contro attese per una riduzione di 40.000, ed il tasso di disoccupazione è sceso dal 9.8 al 9.5 per cento, minimo da aprile 2002.

 

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Giappone – Industria forte, consumatori deboli

In dicembre la produzione industriale giapponese è cresciuta al nuovo record mentre la spesa delle famiglie è diminuita, rafforzando i timori dei banchieri centrali che vedono la crescita ormai dipendente unicamente dall’export. La produzione industriale è aumentata dello 0.7 per cento nel mese (da 0.8 per cento in novembre e consenso posto a più 0.4 per cento), anche grazie al continuo indebolimento dello yen, che alimenta la domanda legata all’export. Per contro, la spesa delle famiglie è calata per il dodicesimo mese consecutivo, portando il ribasso annuale all’1.9 per cento.

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Deutsche Telekom: tempi ancora più duri per le TMT?

Il settimanale “The Economist” nel 2005 aveva suonato la campana a morto per le compagnie telefoniche tradizionali, titolando brutalmente “How the internet killed the phone business” (Come Internet ha ucciso il business dei telefoni) . Le pessimistiche previsioni di Deutsche Telekom per l ‘anno in corso dimostrano quanto sia difficile sfuggire a questa condanna, anche per uno dei “condannati a morte” con le maggiori chance di sopravvivenza. Continua a leggere “Deutsche Telekom: tempi ancora più duri per le TMT?”

Stati Uniti – Rimbalzo dei beni durevoli in dicembre

Gli ordini di beni durevoli sono aumentati in dicembre del massimo in tre mesi, riflettendo la maggiore domanda per beni d’impresa, veicoli ed aerei. L’incremento del 3.1 per cento ha fatto seguito al guadagno del 2.2 per cento, rivisto al rialzo, per novembre, e migliora le attese, poste al 3 per cento. Al netto dei trasporti, gli ordini sono aumentati del 2.3 per cento, maggior guadagno da marzo 2006, ed a fronte di attese pari allo 0.5 per cento. Il dato punta ad un rimbalzo della manifattura all’ingresso nel nuovo anno, dopo il rallentamento dell’inizio del quarto trimestre, e suggerisce che le aziende abbaino avuto un certo successo nel ridurre l’eccesso di scorte. Continua a leggere “Stati Uniti – Rimbalzo dei beni durevoli in dicembre”

Giappone – Flirtando con la deflazione

L’inflazione giapponese è inaspettatamente rallentata in dicembre per effetto del calo dei prezzi petroliferi, riducendo le prospettive di aumento dei tassi al prossimo meeting della banca centrale, il mese prossimo. I prezzi al consumo core, che escludono gli alimentari freschi, sono cresciuti dello 0.1 per cento su base annua, meno dello 0.2 per cento previsto e dello 0.2 per cento registrato in novembre.

 La scorsa settimana il board della Bank of Japan ha votato 6-3 per mantenere  invariato il tasso chiave della politica monetaria allo 0.25 per cento, ed il governatore Fukui ha affermato che occorre esaminare in profondità prezzi e spesa dei consumatori.

I prezzi al consumo core a Tokyo sono cresciuti in gennaio dello 0.2 per cento annuo, stesso passo di dicembre, ed in linea con le attese.

 

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Area Euro – L’Iva pesa sull’indice IFO

La fiducia delle imprese tedesche è diminuita in gennaio rispetto al livello record toccato il mese scorso, sui timori che l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto possa frenare la spesa dei consumatori e danneggiare la crescita della più grande economia europea. L’indice di sentiment dell’istituto IFO, basato sulle risposte di 7.000 dirigenti, è scivolato al livello di 107.9 da 108.7 in dicembre, ed attese poste a 109.

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