Le obbligazioni ad alto rendimento

Il mercato dei Junk Bond, letteralmente titoli spazzatura, sta vivendo un momento veramente d’oro: ad ottime performance si accompagna uno sviluppo sempre più rapido che in pochi anni ha portato il giovanissimo mercato europeo delle obbligazioni ad alto rendimento a ritagliarsi un ruolo sempre più importante nel panorama finanziario globale.

Seppur ancora lontano dall’aver raggiunto la piena maturità e dagli standard che caratterizzano il mercato americano, anche nel vecchio continente la liquidità su questi strumenti inizia ad essere abbastanza buona e si è raggiunto finalmente un sufficiente grado di diversificazione settoriale all’interno del comparto.

Un ruolo decisivo in questo processo lo ha giocato e continua a giocarlo lo sviluppo dei derivati di credito e più in generale tutta la nuova l’ingegneria finanziaria legata ai prodotti strutturati che permettono di “impacchettare” il rischio di credito in strumenti più o meno sofisticati.

Prima di avventurarsi in approfondimenti più squisitamente tecnici e in qualche considerazione sulle dinamiche del mercato, vale probabilmente la pena di cercare di approfondire la conoscenza con questo microcosmo che come detto continua a crescere sia in termini dimensionali che di importanza.

Innanzitutto, cosa intendiamo esattamente per Junk Bond?

Convenzionalmente sono considerate obbligazioni High Yield tutti quei bond il cui rating è inferiore alla BBB- (per l’Agenzia Standard& Poors) e a Baa3 (per Moody’s).

La vera discriminante quindi nella classificazione delle obbligazioni societarie è rappresentato dal livello di rating, che ricordiamo offre una indicazione sul livello di affidabilità dell’emittente.
Emissioni oblligazionarie caratterizzate da un rating speculativo sono quindi classificate come High Yield Bond, ovvero obbligazioni ad alto rendimento.

Scendendo nella scala di rating diminuisce, ceteris paribus, il grado di solvibilità ex ante dell’emittente e quindi il maggiore grado di rischio viene compensato da un extrarendimento rispetto ai titoli meno rischiosi. Junk bond oppure High Yield sono quindi nomi diversi usati per riferirsi ad un medesimo strumento, con definizioni che pongono l’accento rispettivamente sulla bassa qualità del credito il primo e sugli alti rendimenti promessi il secondo.

Tecnicamente, è definito spread il premio richiesto dagli investitori per detenere titoli emessi da società che sono maggiormente esposte al rischio di default, ovvero al mancato rimborso del capitale: il termine di confronto per il calcolo di questo extrarendimento normalmente è rappresentato dai titoli governativi privi di rischio come i Bund tedeschi o i T bond americani.

Sempre a livello di classificazioni convenzionali, quando lo spread di una particolare emisssione raggiunge i 1000 punti base, si parla di distressed bond, sottocategoria del comparto High Yield in cui normalmente sono attivi Hedge Fund specializzati: in questo tipo di investimento il focus si sposta dall’analisi del credito tradizionale ad un approccio maggiormente incentrato sulla ristrutturazione aziendale, ambito in cui anche aspetti più prettamente legali possono giocare un ruolo centrale.

Gia da queste primissime battute risulta evidente come l’intera analisi di questi titoli ruoti intorno all’equilibrio tra il rischio ( grado di solvibilità dell’emittente, in qualche modo sintetizzato dal rating) e l’extra rendimento offerto dal titolo.
Scopriamo quindi come nella realtà non esistono titoli spazzatura: esistono solo titoli caratterizzati da un maggiore o minore livello di affidabilità creditizia.
E’ importante sottolineare come il guardare ad un solo aspetto può esser fuorviante: infatti per valutare la bontà di un investimento va necessariamente preso in considerazione il rapporto rischio/rendimento offerto dal titolo.

Scopriamo così che negli ultimi anni l’investimento in bond spazzatura sia stato tra i più redditizi in assoluto: con una performance superiore al 60% in quattro anni, il mercato dei junk Bond ha dato risultati migliori di molti altri strumenti e/o mercati molto più blasonati.

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