Goldilocks ha la febbre?

I recenti dati economici americani ed europei non hanno modificato in maniera  drammatica l’immagine macroeconomica, ma hanno sicuramente chiarito che permangono pressioni inflazionistiche, per quanto ridotte, a fronte di una espansione economica moderata ma tuttora presente.

La prima considerazione: l’atteso taglio dei tassi da parte della Fed si fa sempre più lontano nel tempo. I principali perdenti sono stati il mercato obbligazionario governativo e le Borse europee, mentre le Borse USA sono rimaste marginalmente positive fino ad un Beige Book che nota un aumento delle retribuzioni, con ulteriori effetti inflazionistici.

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Stati Uniti – Migliora la produzione industriale in dicembre

La produzione industriale negli Stati Uniti è cresciuta inaspettatamente in dicembre, guidata dalla domanda per computers, elettronica di consumo ed auto. La produzione di fabbrica, mineraria e utilities è aumentata dello 0.4 per cento lo scorso mese dopo il calo dello 0.1 per cento in novembre. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva è aumentato dall’81.6 all’81.8 per cento. Il dato potrebbe segnalare un rimbalzo dell’attività manifatturiera, sulla scorta della più robusta domanda estera e domestica, che potrà contribuire a ridurre l’accumulo indesiderato di scorte. Il dicembre più caldo da cinquant’anni ha determinato un calo della produzione delle utilities del 2.6 per cento, frenando l’ulteriore ascesa della produzione.

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