Giappone – Industria forte, consumatori deboli

In dicembre la produzione industriale giapponese è cresciuta al nuovo record mentre la spesa delle famiglie è diminuita, rafforzando i timori dei banchieri centrali che vedono la crescita ormai dipendente unicamente dall’export. La produzione industriale è aumentata dello 0.7 per cento nel mese (da 0.8 per cento in novembre e consenso posto a più 0.4 per cento), anche grazie al continuo indebolimento dello yen, che alimenta la domanda legata all’export. Per contro, la spesa delle famiglie è calata per il dodicesimo mese consecutivo, portando il ribasso annuale all’1.9 per cento.

Senza una ripresa nella spesa dei consumatori, che ha sottratto crescita economica nel terzo trimestre, la Bank of Japan probabilmente deciderà di rinviare il rialzo dei tassi ufficiali d’interesse. I salari sono cresciuti nel terzo trimestre dello 0.1 per cento, mentre i profitti aziendali sono aumentati del 15.5 per cento. Un altro report governativo segnala un lieve aumento del tasso di disoccupazione in dicembre, da 4 a 4.1 per cento, circostanza che può alimentare i timori di una prosecuzione nella debole crescita dei salari. Ad una lettura più attenta, tuttavia, si nota che tale aumento è causato dall’incremento del numero di quanti scelgono volontariamente di lasciare il lavoro (job leavers), ritenendo di poter trovare collocazione migliore. Questo è un indicatore di forza del mercato del lavoro, e dell’ottimismo dei lavoratori, confermato anche dal dato sul rapporto tra impieghi disponibili e persone richiedenti, che a dicembre è aumentato da 1.06 a 1.08, vicino al massimo storico di 1.09 toccato lo scorso luglio, mentre il tasso di disoccupazione è atteso in calo sotto il 4 per cento nel corso di quest’anno, quando le aziende sostituiranno i dipendenti pensionati, il cui numero si sta progressivamente ampliando, per motivi demografici.

La produzione industriale è guidata dalla manifattura di auto, che a sua volta sta beneficiando anche i produttori di acciaio. La crescita dei salari appare la chiave di volta per spingere sia la spesa dei consumatori che per agevolare l’uscita dalla deflazione.

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