Stati Uniti – Rivista al ribasso la crescita del quarto trimestre

La seconda stima del prodotto interno lordo statunitense ha mostrato una revisione al ribasso della crescita, al 2.2 per cento dal 3.5 per cento riportato il mese scorso, pur se sostanzialmente in linea con le attese del mercato. La revisione è stata causata essenzialmente dalle scorte, il cui contributo al pil è passato da meno 0.7 a meno 1.4 per cento. Lievi revisioni al ribasso per consumi e spesa pubblica, ed al rialzo per il commercio estero netto.

Il dato di oggi conferma che la seconda metà del 2006 è stata significativamente più debole della prima, ed i recenti dati suggeriscono la sua prosecuzione nel corso della prima metà del 2007.

Area Euro – Inflazione e disoccupazione in calo

Gli ultimi dati sull’economia dell’Eurozona sembrano destinati a rinforzare le aspettative che la Bce non abbia finito di alzare i tassi col prossimo intervento di 25 punti-base, previsto per la settimana prossima. I dati seguono dal positivo andamento della disoccupazione tedesca, in calo superiore alle attese in febbraio, al 9.3 dal 9.5 per cento.

La stima flash dell’inflazione di gennaio per l’Eurozona è stato rivisto al ribasso all’1.8 per cento, battendo il consenso posto all’1.9, e dopo l’1.9 per cento di dicembre. Il calo è tuttavia interamente attribuibile alla diminuzione nell’inflazione da prezzi dell’energia, passata dal 2.9 allo 0.9 per cento. Per contro, il tasso core (quello che esclude alimentari, energia, alcool e tabacco) è in ripresa dall’1.5 all’1.7 per cento.

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Stati Uniti – Parte male il 2007 per i beni durevoli

Gli ordini di beni durevoli sono diminuiti in gennaio oltre le attese. Il calo del 7.8 per cento, il maggiore da ottobre, è il riflesso di minor domanda per velivoli commerciali e (soprattutto) del minor calo di ordinativi per beni d’impresa in tre anni. Al netto della componente trasporti, la flessione è stata del 3.1 per cento.

Il dato suggerisce che la riluttanza delle imprese ad investire è proseguita anche all’inizio del 2007, dopo la peggior flessione da quattro anni registrata nel quarto trimestre. Come segnalato recentemente dal presidente della Fed, Bernanke, l’eccesso di scorte presso le concessionarie di auto ed i costruttori di attrezzature per il settore delle costruzioni potrebbe frenare la produzione anche all’inizio dell’anno.

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Cina – Le misure antispeculazione spaventano la borsa

Le borse cinesi hanno subito oggi la peggiore caduta da 10 anni per il timore che il governo dia un giro di vite agli investimenti illegali, che hanno contribuito a far salire gli indici a livelli record.

L’indice Shanghai e Shenzhen 300, che rileva l’andamento delle azioni A denominate in yuan quotate nelle due borse, ha chiuso in calo del 9,2 percento a 2457,49. L’indice, salito del 13 percento nelle ultime sei sedute, aveva chiuso ieri ad un massimo di 2707,68 punti.

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Area Euro – Continua l’espansione del credito

Anche in gennaio, e per il terzo mese consecutivo, la crescita dell’offerta di moneta nell’Eurozona ha battuto le aspettative, con un incremento annuale di M3 del 9.8 per cento, eguale a quello (rivisto al rialzo) di dicembre, contro attese di consenso poste al 9.5 per cento. Il dato aggregato riflette tuttavia andamenti divergenti nelle singole componenti. La crescita annuale di M1 (composta da biglietti di banca e depositi overnight) si è ridotta fortemente, al 6.5 per cento, dopo l’inatteso aumento del 7.5 per cento di dicembre. Ciò è stato compensato dalla più rapida crescita dei depositi a scadenza superiore all’overnight, che rappresentano la differenza tra M2 ed M1, e degli strumenti negoziabili di breve termine, pari alla differenza tra M3 ed M2.

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Stati Uniti – Lieve ripresa dell’inflazione a gennaio

I prezzi al consumo statunitensi sono cresciuti oltre le attese in gennaio. La variazione mensile complessiva è dello 0.2 per cento dopo il più 0.4 per cento di dicembre. Al netto di alimentari ed energia l’incremento è dello 0.3 per cento, massimo dallo scorso giugno, dopo il più 0.1 per cento di dicembre. Le stime di consenso ipotizzavano variazioni dello 0.2 per cento complessivo e 0.3 per cento core. Su base tendenziale, le variazioni sono rispettivamente del 2.1 e 2.7 per cento. Quest’ultimo dato, in particolare, è il peggiore da ottobre dello scorso anno.

La scorsa settimana, durante la propria audizione alle camere, il presidente della Fed Bernanke ha segnalato che, in caso l’inflazione dovesse aumentare, la banca centrale statunitense dovrebbe reagire

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Niente di nuovo sul fronte occidentale: euforia

Il volume dei prestiti contratti per speculare in azioni ha raggiunto il massimo storico, a 285 miliardi di dollari sul New York Stock Exchange. Siamo a livelli superiori alla bolla delle dot com nel 2000. Il numero recordo di compratori a debito non può essere considerato

La Bank of Japan ha rialzato, questa notte, il tasso d’interesse dal 0.25% allo 0.5%. Avrebbe dovuto essere il segnale decisivo per la fine del carry trade su azioni e obbligazioni ad alto rendimento.

La reazione è stata molto differente: l’ennesimo rialzo delle Borse, l’ennesimo record sul mercato del credito, un calo dei tassi d’interesse a lungo termine, yen in discesa. Gli investitori sembrano per il momento scelto di dare maggiore importanza alle parole della BoJ, dove si parla di “aumento graduale”.

Eccessivo ottimismo?

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