Stati Uniti – Manifattura in contrazione a gennaio

La manifattura statunitense si è inaspettatamente contratta in gennaio per effetto di tagli agli ordinativi di fabbrica volti a ridurre l’eccesso di scorte. L’indice ISM manifatturiero è sceso al livello di 49.3, il minore da aprile 2003, da 51.4 in dicembre. Come noto, un livello inferiore a 50 indica contrazione. Le attese erano per un livello di 51.7. Per contro, la spesa personale dei consumatori è cresciuta in dicembre dello 0.7 per cento, il massimo da cinque mesi, mentre l’indice di prezzo della spesa per consumi personali core è cresciuto nello stesso mese dello 0.1 per cento, contro attese per lo 0.2 per cento. L’indice riferito all’occupazione è rimasto in territorio di contrazione per il terzo mese consecutivo.

La misura di prezzi pagati per le materie prime è tornata a crescere, da 47.5 a 53, e contro attese per un’ulteriore discesa al livello di 47. L’indice dei nuovi ordini, che rappresenta circa un terzo del dato totale, è sceso a 50.3 da 51.9; quello di produzione è passato da 52.4 a 49.6. L’indice delle consegne da fornitori è sceso a 52.7 da 53.3. L’indice delle scorte è crollato al livello di 39.9 da 48.5, nuovo minimo da febbraio 2002, a conferma del processo di decumulo in atto.

I produttori automobilistici statunitensi restano in acque agitate, con Ford che ha annunciato ieri un calo delle vendite del 20 per cento in gennaio su base annua, principalmente a causa di una pianificata riduzione negli acquisti da parte delle società di noleggio; sempre Ford la scorsa settimana ha riportato perdite per il 2006 pari a 12.7 miliardi di dollari, peggior anno di sempre.

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