Regno Unito – Male le vendite al dettaglio in gennaio

Le vendite al dettaglio britanniche sono inaspettatamente diminuite in gennaio del massimo in quattro anni. La flessione, pari all’1.8 per cento mensile, fa seguito all’aumento dell’1.1 per cento di dicembre e si confronta con attese di incremento dello 0.2 per cento.

Il calo è stato guidato dalla flessione del 4.4 per cento in abbigliamento e calzature e da un meno 4.2 per cento per casalinghi ed elettronica. I maggiori costi di indebitamento, dopo il rialzo dei tassi ufficiali d’interesse possono aver indotto i consumatori a frenare la spesa, anche a causa del record di 1.300 miliardi di sterline di stock di debito cumulato: ogni rialzo di mezzo punto percentuale nei tassi equivale ad una maggiore spesa per interessi (e quindi a un minor reddito disponibile) di 50 sterline mensili, e ciò esercita un ovvio effetto restrittivo sulla propensione alla spesa.
Gli esercizi commerciali stanno continuando le proprie politiche di sconti per attrarre i consumatori: il deflatore dei prezzi al dettaglio, è calato in gennaio dello 0.4 per cento sull’anno precedente, prima riduzione da agosto, un movimento che si inscrive nel calo dello 0.8 per cento dell’indice complessivo dei prezzi al consumo in gennaio.

I consumatori hanno tuttavia proseguito a spendere online, come mostra la categoria del non-store retail, che include le vendite internet, le cui vendite sono cresciute del 17.7 per cento annuo, maggior incremento da gennaio 1986. In prospettiva, il calo dei prezzi dell’energia potrà fornire stimoli ai consumatori, aumentandone il reddito disponibile. La Bank of England ha previsto ieri che l’inflazione rallenterà sotto il target del 2 per cento nel corso dell’anno.

Annunci