Niente di nuovo sul fronte occidentale: euforia

Il volume dei prestiti contratti per speculare in azioni ha raggiunto il massimo storico, a 285 miliardi di dollari sul New York Stock Exchange. Siamo a livelli superiori alla bolla delle dot com nel 2000. Il numero recordo di compratori a debito non può essere considerato

La Bank of Japan ha rialzato, questa notte, il tasso d’interesse dal 0.25% allo 0.5%. Avrebbe dovuto essere il segnale decisivo per la fine del carry trade su azioni e obbligazioni ad alto rendimento.

La reazione è stata molto differente: l’ennesimo rialzo delle Borse, l’ennesimo record sul mercato del credito, un calo dei tassi d’interesse a lungo termine, yen in discesa. Gli investitori sembrano per il momento scelto di dare maggiore importanza alle parole della BoJ, dove si parla di “aumento graduale”.

Eccessivo ottimismo?

Si tratta degli ennesimi segnali in una serie d’indicatori che puntano all’evidenza di una correzione imminente sui mercati.

– Il VIX, spesso ritenuto l’indicatore dell’appetito per il rischio degli investitori, è ai massimi storici, suggerendo un certo livello di compiacenza nei confronti dei possibili rischi allo scenario economico e finanziario.

– La curva dei rendimenti americana si è invertita mesi fa e quella europea è praticamente piatta: indicatori di una recessione che finora non smebra essersi materializzata

– l’attuale rally è il più lungo dal 1900 senza una correzione.

– i tre maggiori indici Dow Jones (il più celebre Industrial , affiancato da Utilities e Tranposrtation) stanno chiudendo contemporaneamente ai massimi storici da una settimana a questa parte. Mai accaduto, se non nel 1929 e nel 198, poco prima del crollo.

Conosco la principale obiezione : peccato che negli ultimi due anni nessuno aver fatto caso. Verissimo, ma conviene dormire sonni un po’ meno tranquilli?

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