Area Euro – Inflazione e disoccupazione in calo

Gli ultimi dati sull’economia dell’Eurozona sembrano destinati a rinforzare le aspettative che la Bce non abbia finito di alzare i tassi col prossimo intervento di 25 punti-base, previsto per la settimana prossima. I dati seguono dal positivo andamento della disoccupazione tedesca, in calo superiore alle attese in febbraio, al 9.3 dal 9.5 per cento.

La stima flash dell’inflazione di gennaio per l’Eurozona è stato rivisto al ribasso all’1.8 per cento, battendo il consenso posto all’1.9, e dopo l’1.9 per cento di dicembre. Il calo è tuttavia interamente attribuibile alla diminuzione nell’inflazione da prezzi dell’energia, passata dal 2.9 allo 0.9 per cento. Per contro, il tasso core (quello che esclude alimentari, energia, alcool e tabacco) è in ripresa dall’1.5 all’1.7 per cento.

Mentre la Bce trarrà certamente motivo di soddisfazione dalla persistenza del tasso d’inflazione sotto la soglia del 2 per cento per il quinto mese consecutivo, è chiaramente prematuro parlare di “cessato pericolo”. L’istituto di emissione di Francoforte è chiaramente preoccupato per i rischi inflazionistici legati alla rapida crescita dell’offerta di moneta ed a una potenziale forte ascesa dei costi salariali. Timori, questi ultimi, alimentati dal calo del tasso di disoccupazione per l’Eurozona, al 7.4 per cento in gennaio da 7.5 per cento del mese precedente.

Oltre a ciò, il sentiment economico per l’Eurozona ha mostato un aumento in febbraio, segno che il rallentamento del primo trimestre potrebbe essere molto soft. L’indice di fiducia complessiva, tra imprese e consumatori, calcolato dalla Commissione Europea, è aumentato questo mese a 109.7 da 109.2, con la fiducia dei consumatori come principale driver di crescita, da meno 7 a meno 5

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