Il carry trade affonda le borse

Lo yen ha toccato oggi il massimo da 11 settimane contro dollaro e si apprezzato anche contro l’euro, dopo che il calo sui mercati azionari globali ha spinto gli investitori ha chiudere le scommesse aperte su un deprezzamento della valuta giapponese.

Gli investitori sono anche usciti dal cosiddetto carry trade, che consiste nel prendere a prestito yen giapponesi per comprare attivi a maggior rendimento denominati in altre valute. I traders hanno anche ridotto il loro appetito per gli asset più rischiosi e si sono spostati sui titoli di stato statunitensi, in parallelo al calo delle borse. In pratica, al diminuire dell’appetito per il rischio, lo yen è atteso rivalutarsi.

Il dollaro si è indebolito contro lo yen anche dopo che un rapporto ha mostrato che l’indice della spesa per consumi personali, al netto di alimentari ed energia, l’indicatore d’inflazione preferito dalla Fed, è cresciuto in gennaio oltre le attese degli analisti.

La volatilità implicita ad un mese sulle opzioni su dollaro contro yen è aumentata all’8.8 per cento, nuovo massimo da agosto. La volatilità implicita entra nella determinazione del prezzo delle opzioni, riflette le aspettative per i futuri movimenti di prezzo sulla divisa sottostante. L’aumento della volatilità implicita può scoraggiare i carry trades, perché implica un aumento del rischio di fluttuazione del cambio.

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