Stati Uniti – Rallenta la produttività, cresce il costo del lavoro

La produttività dei lavoratori statunitensi lo scorso trimestre è cresciuta meno delle iniziali stime governative, ed i costi del lavoro sono aumentati oltre il previsto, circostanza che suggerisce il rischio di persistenza di pressioni inflazionistiche.

La produttività, una misura di quanto ogni dipendente produce per ora lavorata, è cresciuta al tasso annualizzato dell’1.6 per cento, meno del 3 per cento riportato in precedenza, mentre i costi unitari del lavoro sono balzati del 6.6 per cento, di riflesso all’incremento una tantum dei bonus.

Il minor recupero di efficienza segue le revisioni della scorsa settimana che hanno mostrato un passo di crescita economica più lento delle stime iniziali. Le stime di consenso ipotizzavano incrementi dell’1.5 per cento per la produttività e del 3.2 per cento per i costi unitari del lavoro, da 1.7 in precedenza riportato. Per l’intero 2006, la produttività è aumentata dell’1.6 per cento, il passo più lento dal 1997, i costi del lavoro del 3.2 per cento, il massimo da sei anni. Il mese scorso il presidente della Fed, Bernanke, ha detto che i maggiori costi del lavoro, che incidono per circa due terzi del costo di merci e servizi, restano un rischio inflazionistico perché le aziende potrebbero passare i maggiori costi salariali ai clienti. Alcuni economisti avevano aumentato le loro stime di costo del lavoro per il quarto trimestre dopo che un rapporto governativo della scorsa settimana aveva mostrato un balzo dei redditi lo scorso trimestre.

L’aumento una tantum di bonus e stock-option ha aumentato il dato del reddito nel rapporto, e ciò può aver sovrastimato l’incremento sottostante nei costi del lavoro.
Le ore lavorate sono cresciute dello 0.9 per cento nel quarto trimestre, da 1.2 per cento della stima iniziale e 2.4 per cento del terzo trimestre. La produzione è aumentata del 2.5 per cento, da 4.2 per cento della prima stima e 1.9 per cento del terzo trimestre. I compensi per ora lavorata sono balzati del tasso annualizzato dell’8.2 per cento, da 4.8 per cento della prima stima, e 0.6 per cento del terzo trimestre.

Il dato della produttività riflette anche la revisione, effettuata a gennaio, dei dati dell’occupazione nel settore non agricolo, che hanno spinto la stima del numero di posti creati durante l’anno terminato a marzo 2006. La revisione suggerisce che sono stati necessari più lavoratori di quanto inizialmente stimato dal governo per realizzare la produzione del periodo.

Il rallentamento della produttività nel 2006, dopo la crescita del 2.1 per cento del 2005 e la media del 3 per cento durante l’espansione iniziata nel 2001, suggerisce che i guadagni di efficienza stanno fornendo sempre meno assistenza nel contenere l’inflazione, circostanza che suscita timori nei banchieri centrali, perché potrebbe limitare il tasso di crescita ottenibile senza provocare pressioni inflazionistiche. Tuttavia, secondo alcuni economisti, il rallentamento atteso nella crescita statunitense potrebbe frenare lo sviluppo dell’occupazione, limitando le pressioni salariali.

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