Telecom Italia da’ i numeri: sarà abbastanza per salvare Olimpia?

I risultati annunciati da Telecom Italia sono sicuramente soddisfacenti e migliori delle aspettative. Quello che rimane da vedere è quali saranno gli obbiettivi strategici del gruppo e quanto i buoni numeri possano venire in soccorso alle necessità del maggiore azionista, Pirelli, che deve anche fare i conti con rinnovate ingerenze politiche.
Le buone notizie cominciano dal debito, ridotto a 37.8 miliardi, meglio del targe di 38 miliardi che la società si era autoimposta. Ebitda, fatturato ed utili sono in linea o lievemente migliori alle attese degli analisti, soprattutto per quanto riguarda l’ultimo trimestre dell’anno.

Le divisioni mobili, soprattutto quella brasiliana, mantengono un ottimo ritmo di crescita, mentre l’erosione dei ricavi da rete fissa sembra essere molto meno pronunciata rispetto ad altri ex-monopolisti, quali Deutsche Telekom e France Télecom.

Il CdA di Telecom Italia proporrà inoltre all’assemblea il riacquisto di 25 milioni di azioni proprie ed il mantenimento di un dividendo simile a quello attuale;  si tratta di una temporanea smentita alle speculazioni che davano per possibile una riduzione del dividendo, unica entrata della controllante  Olimpia.

I buoni risultati e le iniziative su dividendo sono notizie positive per gli azionisti e di conseguenza un ulteriore supporto a favore dei negoziati in corso per l’ingresso di nuovi possibili investitori in Olimpia, tramite la quale Pirelli detiene il controllo di TI. Negli ultimi giorni vi sono stati notevoli movimenti: negoziati, attualmente sospesi, con gli spagnoli di Telefonica per un loro ingresso in Olimpia con una quota del 30-40%; manifestazioni d’interesse del gruppo TLC Orascom (proprietario anche di Wind) per un possibile acquisto di Brasil Telecom, controllata brasiliana di TIM; voci di mercato riguardo ad un intervento di Generali, Unicredit, Capitalia e Mediobanca per rilevare una quota di Olimpia e garantire così l’italianità di Telecom Italia.

Cruciali saranno domani i dettagli del piano industriale e le indicazioni sulla politica delle alleanze, che dovrebbero arrivare dal nuovo presidente del gruppo Guido Rossi durante l’incontro di domani con la comunità finanziaria. Il gruppo ha comunicato che intende cercare alleanze, ma che la sua politica sarà slegata dalle esigenze di Olimpia.

La politica ha nel frattempo già ricominciato a muoversi : il ministro delle Comunicazioni Gentiloni ha ribadito ieri che la rete fissa di Telecom Italia dovrà rimanere di proprietà italiana. Forse il ministro teme che Telefonica rubi il rame dai cavi o che non comprenda i dettami dell’apposita Autorità per le Telecomunicazioni?

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