Germania – Fiducia delle imprese sempre più in alto

La fiducia delle imprese tedesche è inaspettatamente cresciuta in marzo, un segno che la maggiore economia europea ha superato l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto e appare in grado di reggere il rallentamento degli Stati Uniti. L’indice IFO, basato sulle risposte di 7.000 dirigenti, è cresciuto al livello di 107.7 da 107 in febbraio, e contro attese per una flessione al livello di 106.5. L’indice ha toccato il proprio massimo nella rilevazione di dicembre, al livello di 108.7. Migliorano sia le condizioni correnti, a 107.7, che le aspettative, a 112.4.

Il sentiment delle aziende è stato spinto al rialzo da parecchi fattori che dovrebbero persistere nel corso della prima metà del 2007, quali il robusto portafoglio ordini, la capacità produttiva prossima al massimo di tutti i tempi: circostanza che, unitamente alla redditività, dovrebbe stimolare nuovi investimenti. L’istituto pubblico di ricerca economica IfW ha previsto lo scorso 12 marzo un’accelerazione della crescita tedesca al 2.8 per cento, massimo dal 2000, e meglio del 2.7 per cento segnato nel 2006.

L’economia tedesca mantiene un forte trend di produzione industriale e la ripresa domestica sta accelerando. La produzione industriale tedesca è cresciuta in gennaio per il terzo mese e le esportazioni sono cresciute inaspettatamente. Anche la fiducia delle imprese francesi è cresciuta in marzo oltre le attese, al massimo da 11 mesi.

L’associazione industriale tedesca di macchinari ed impianti VDMA ha affermato ieri in un proprio comunicato che lo scorso anno l’export ha guidato vendite record di grandi macchinari, e si è detta “ottimista” per l’anno in corso, con il 40 per cento dei propri associati che pianificano di aumentare le assunzioni. Il forte riassorbimento di disoccupazione tedesca, scesa in febbraio al 9.3 per cento, dovrebbe contribuire alla ripresa della spesa dei consumatori, malgrado il rialzo dell’imposta sul valore aggiunto, dal 16 al 19 per cento, avvenuto lo scorso 1 gennaio.

Apparentemente, l’export tedesco sta reggendo l’impatto dell’apprezzamento dell’euro sul dollaro, pari all’11 per cento negli ultimi 12 mesi. Secondo l’ultima previsione governativa, che risale allo scorso 31 gennaio, la crescita dell’export dovrebbe rallentare quest’anno al 7.9 per cento, dal 13.7 per cento del 2006. Tanto la Banca Centrale Europea che la Commissione Europea si attendono una crescita dell’Eurozona del 2.5 per cento nel 2007, leggermente inferiore al 2.6 per cento dello scorso anno.

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