Stati Uniti – Rallentano le spese personali

Le spese personali negli Stati Uniti sono cresciute in marzo meno delle attese, un potenziale segno che l’incremento nel prezzo delle benzine e la recessione del mercato immobiliare potrebbero aver iniziato a frenare anche i consumatori. L’incremento, pari allo 0.3 per cento, fa seguito al più 0.7 per cento di febbraio. Aggiustata per l’inflazione, la spesa è diminuita dello 0.2 per cento, primo calo da agosto e maggior calo da settembre 2005. Le stime di consenso ipotizzavano un incremento dello 0.5 per cento.

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Cina – Nuovo rialzo della riserva obbligatoria

La banca centrale cinese ha disposto un nuovo rialzo del coefficiente di riserva obbligatoria, il settimo in undici mesi, per tentare di frenare la crescita dell’economia. Con decorrenza 15 maggio, i prestatori dovranno accantonare l’11 per cento dei depositi. Il boom di liquidità derivante dalle esportazioni sta alimentando inflazione, eccesso di investimento e bolle nei mercati azionario ed immobiliare: dal crollo del 9 per cento del 27 febbraio scorso il CSI-300, principale indice azionario cinese, è rimbalzato del 41 per cento. Data la scarsa o nulla efficacia di tali misure nel frenare la crescita della liquidità, il prossimo passo dovrebbe essere il rialzo dei tassi d’interesse e, in ultima istanza, il più veloce apprezzamento del cambio, attraverso l’ampliamento della banda di oscillazione giornaliera del cambio dello yuan, oggi posto allo 0.3 per cento, nei due sensi.
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Stati Uniti – Ulteriore frenata della crescita nel primo trimestre

L’economia statunitense è cresciuta nel primo trimestre di quest’anno al passo più lento da quattro anni, appesantita dalla recessione immobiliare e dal peggioramento del deficit commerciale. La crescita dell’1.3 per cento è risultata inferiore alle attese, poste a più 1.8 per cento, e ha fatto seguito alla crescita del 2.5 per cento fatta segnare nel quarto trimestre del 2006.

La spesa dei consumatori ha continuato a tener viva l’espansione, mentre il rallentamento immobiliare si è protratto per il sesto trimestre consecutivo, la peggiore sequenza degli ultimi venticinque anni. Con il dato del primo trimestre di quest’anno, la crescita nei dodici mesi rallenta al 2.1 per cento, il minor guadagno dal secondo trimestre 2003. Quella di oggi è la prima stima della crescita del pil nel trimestre: il dato sarà rivisto in ognuno dei prossimi due mesi.
In un rapporto separato del Dipartimento del Lavoro si segnala che, lo scorso trimestre, salari e benefit corrisposti ai lavoratori statunitensi sono cresciuti dello 0.8 per cento, meno delle attese. Il dato, tuttavia, è frutto di un andamento divergente tra salari, cresciuti dell’1.1 per cento nel trimestre (maggior incremento in sei anni) ed i benefit, i cui costi sono cresciuti solo dello 0.1 per cento.

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Cina – Troppa crescita, borse nervose

L’economia cinese è cresciuta, nel primo trimestre di quest’anno, al passo superiore alle attese dell’11.1 per cento annuo, spinta dall’export, che ha infiammato le tensioni commerciali ed aumentato i rischi di surriscaldamento. La crescita ha accelerato rispetto al 10.4 per cento del trimestre precedente, ed ha battuto le stime di consenso, poste anch’esse al 10.4 per cento.

Oggi, la China Banking Regulatory Commission ha ammonito che l’esplosione del surplus commerciale, giunto a 46.4 miliardi di dollari nel primo trimestre, può causare un rimbalzo dei crediti bancari in sofferenza. L’annuncio del dato sul prodotto interno lordo è stato rinviato di cinque ore, ed è avvenuto dopo la chiusura della borsa di Shanghai, circostanza che ha contribuito ad alimentare il nervosismo delle contrattazioni, chiuse con un ribasso dell’indice Composite del 4.5 per cento, che ha trainato una nuova, marcata correzione delle borse asiatiche.

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Stati Uniti – Il caldo frena la produzione industriale

La produzione industriale negli Stati Uniti è diminuita il mese scorso a seguito della riduzione di domanda di elettricità causata da temperature superiori alle medie stagionali. Per contro, la produzione manifatturiera è cresciuta al passo più rapido dell’anno, lo 0.7 per cento, da più 0.1 per cento in febbraio.

La diminuzione dello 0.2 per cento mensile nella produzione di fabbriche, industria estrattiva e utilities segue l’incremento dello 0.8 per cento (rivisto al ribasso dall’originario più 1 per cento) registrato in febbraio. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva è calato da 81.6 per cento di febbraio (rivisto al ribasso dall’originario 82 per cento) a 81.4 per cento.

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Bel Rally – ed ora?

Proviamo a distrarci dal caso Telecom e ad osservare il quadro generale. Ieri gli indici azionari americani ed europei S&P 500 ed Eurostoxx hanno superato i record del Febbraio scorso. Siamo alla vigilia di un’altra correzione, oppure all’inizio di una salita verso nuove altezze? Come è avvenuto anche troppo spesso in questo periodo, i fattori tecnici sono decisamente positivi, mentre il quadro fondamentale sembra differenziato fra le due sponde dell’Atlantico: cautamente positivo  per l’Europa, più bilanciato per gli USA. Continua a leggere “Bel Rally – ed ora?”

Germania – Avanti tutta

La fiducia degli investitori tedeschi è balzata in aprile al massimo degli ultimi dieci mesi. L’indice ZEW delle aspettative di analisti ed investitori istituzionali si è portato al livello di 16.5, da 5.8 in marzo, e contro attese per un livello di 10. L’espansione economica europea sta mostrando pochi segni di rallentamento rispetto al passo più rapido degli ultimi sei anni, malgrado l’apprezzamento dell’11 per cento dell’euro sul dollaro ed il raffreddamento della congiuntura statunitense, che peggiora le prospettive degli esportatori. L’export tedesco è cresciuto in febbraio dell’1.9 per cento, la fiducia delle imprese è inaspettatamente cresciuta in marzo e l’indice azionario DAX è salito ieri al nuovo massimo da settembre 2000.

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