Giappone – La ripresa prosegue, anche se più lentamente

Le aziende giapponesi pianificano di investire a passo più rapido di quanto previsto dagli economisti, almeno secondo le risultanze del Tankan, che presenta una stima di espansione di capacità produttiva, per i grandi manifatturieri, del 2.9 per cento per l’anno iniziato ieri, contro stime di consenso poste a più 1.7 per cento. Al contempo, le carenze di manodopera si sono intensificate, divenendo le più severe degli ultimi 15 anni, circostanza che potrebbe supportare la crescita dei salari. La fiducia di tutti i grandi produttori manifatturieri è calata al livello di 23, dal massimo biennale di 25 segnato a dicembre, e contro attese per un livello di 24. La fiducia tra i grandi produttori non manifatturieri è rimasta in marzo al massimo degli ultimi 16 anni, al livello di 22 ed appena sotto il consenso, posto a 23.
Riguardo l’espansione degli investimenti, le aziende tendono ad essere conservative nelle stime di marzo. Al Tankan di marzo 2006 le aziende prevedevano un incremento di capacità produttiva del 2.7 per cento, mentre il risultato finale fu più 11.9 per cento, il migliore degli ultimi 15 anni. A livello settoriale, il risultato peggiore è quello delle acciaierie, il cui indice di aspettative cede dal livello di 46 a 31.

L’indice di domanda di lavoro proveniente dai grandi manifatturieri è sceso a meno 7 in marzo da meno 6 in dicembre. Quest’anno il Giappone vedrà il maggior cambiamento nella demografia della forza-lavoro, poiché circa 5.6 milioni di baby-boomers, nati tra il 1947 ed il 1949, inizieranno ad andare in pensione nel corso dei prossimi cinque anni.

I grandi manifatturieri si attendono profitti invariati quest’anno, la minore stima fornita dalle aziende nella survey di marzo dall’inizio delle rilevazioni, nel 1997, e dopo stime di più 7.7 per cento nell’anno fiscale 2006. I grandi produttori non manifatturieri vedono per contro una flessione degli utili dell’1.3 per cento.

Tankan significa “prospettiva economica di breve termine”, ed è realizzato interrogando 10.958 aziende riguardo vendite, utili, spesa, assunzioni e sentiment complessivo. Nell’insieme, il dato appare coerente con le assunzioni di soft landing dell’economia giapponese formulate dalla Bank of Japan.

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