Stati Uniti – Le scorte restano un problema

L’industria dei servizi è cresciuta in marzo meno delle attese, come segnalato dall’indice ISM non manifatturiero, che include banche, costruttori e retailers, che è passato da 54.3 a 52.4, il nuovo minimo da quasi quattro anni. Il rallentamento del settore dei servizi, che rappresenta circa il 90 per cento dell’economia, solleva dubbi circa la capacità dell’economia di continuare ad espandersi al “passo moderato” previsto dalla Federal Reserve. Le attese erano per un livello di 55. Il rapporto mostra che l’indice dei nuovi ordini è sceso da 54.8 a 53.8. La misura dei prezzi pagati è cresciuta da 53.8 a 63.3, l’indice dell’occupazione è sceso da 52.2 a 50.8, mentre quello riferito alle scorte è aumentato a 52 da 50.5. L’ISM manifatturiero, pubblicato a inizio settimana, ha mostrato che le fabbriche hanno rallentato la propria attività mentre i costi delle materie prime sono balzati.

Oggi è stato pubblicato anche il dato relativo agli ordini di fabbrica di febbraio, che hanno evidenziato un aumento dell’1 per cento, dopo il callo-record del 5.7 per cento registrato a gennaio, che era il maggiore da sei anni. Il dato di febbraio è comunque inferiore alle stime di consenso, poste a più 1.8 per cento, ed al netto della componente dei trasporti gli ordini sono diminuiti dello 0.4 per cento. Gli ordini di beni capitali quali computer e macchinari sono scesi oltre le stime. Gli ordini di beni capitali esclusi velivoli civili ed attrezzature per la Difesa, una misura della futura attività d’investimento, sono diminuiti del 2.4 per cento, dopo il calo del 6.2 per cento di febbraio. Il Dipartimento del Commercio aveva in precedenza stimato un calo dell’1.2 per cento. Le consegne di tali tipologie di beni, una grandezza utilizzata per calcolare il prodotto interno lordo, sono cresciute dello 0.8 per cento.

Le scorte di fabbrica sono rimaste invariate in febbraio per il secondo mese, mentre le vendite sono diminuite dello 0.5 per cento. Come risultato, il rapporto scorte-consegne è cresciuto a 1.25 mesi da 1.24. Prosegue quindi conm alterne fortune il tentativo di ridurre i livelli di scorte, mentre un dato tendenzialmente positivo emerge dalla riduzione delle scorte presso i clienti finali, che potrà stimolare gli ordini futuri alle imprese.

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