Stati Uniti – Bene il mercato del lavoro in marzo

Le assunzioni negli Stati Uniti sono cresciute in marzo oltre le attese ed il tasso di disoccupazione è inaspettatamente diminuito. L’incremento di 180.000 unità nei nuovi impieghi fa seguito al guadagno di 113.000 posti creati in febbraio, rivisto al rialzo dalla precedente stima di 97.000. Il tasso di disoccupazione è diminuito dal 4.6 al 4.4 per cento. Le stime di consenso ipotizzavano 130.000 nuovi impieghi ed una disoccupazione al 4.6 per cento. Le revisioni dei precedenti due mesi segnalano inoltre la creazione aggiuntiva di 32.000 nuovi impieghi. I guadagni orari medi sono cresciuti di 6 centesimi, lo 0.3 per cento, in linea con le attese, da 0.4 per cento di febbraio.

Resta tuttavia da considerare che sul dato di marzo ha influito positivamente la creazione di 56.000 nuovi impieghi nel settore delle costruzioni, anche grazie al ritorno a condizioni climatiche più in linea con la normale stagionale. Il settore dei servizi ha creato 137.000 nuovi impieghi, da 180.000 in febbraio, sulla spinta di 36.000 nuovi posti nel settore del commercio al dettaglio, il miglior risultato da luglio 2005. Per contro, la manifattura conferma la fase difficile che sta attraversando, con la distruzione netta di 16.000 posti, 4.000 in più delle attese, dopo gli 11.000 cancellati in febbraio.

Il tasso di disoccupazione al netto dei job leavers, cioè di coloro che lasciano volontariamente l’impiego perché fiduciosi di poterne trovare un altro migliore o per iniziare un’attività autonoma, è sceso al 3.9 per cento.

Nel complesso questo dato (pur con il caveat del rimbalzo dell’occupazione legata alle condizioni climatiche nel settore delle costruzioni) unito ai recenti aumenti dell’inflazione core, suggerisce che la Fed potrebbe trovarsi a proprio agio nel mantenere i tassi dove si trovano attualmente, confermando il proprio inflation bias. Ciò potrebbe nuocere ai mercati, date le forti aspettative di ribasso dei tassi sviluppate finora sviluppate.

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