Germania – Avanti tutta

La fiducia degli investitori tedeschi è balzata in aprile al massimo degli ultimi dieci mesi. L’indice ZEW delle aspettative di analisti ed investitori istituzionali si è portato al livello di 16.5, da 5.8 in marzo, e contro attese per un livello di 10. L’espansione economica europea sta mostrando pochi segni di rallentamento rispetto al passo più rapido degli ultimi sei anni, malgrado l’apprezzamento dell’11 per cento dell’euro sul dollaro ed il raffreddamento della congiuntura statunitense, che peggiora le prospettive degli esportatori. L’export tedesco è cresciuto in febbraio dell’1.9 per cento, la fiducia delle imprese è inaspettatamente cresciuta in marzo e l’indice azionario DAX è salito ieri al nuovo massimo da settembre 2000.

Gli investitori si attendono che la domanda domestica tedesca si rafforzi, subentrando in parte al rallentamento atteso nell’export. L’indicatore che misura la situazione corrente è cresciuto al livello record di 76.9 da 69.2 del mese scorso, e contro attese per un declino al livello di 69.

Il progressivo venir meno dell’effetto depressivo sui consumi indotto dal rialzo di tre punti percentuali dell’imposta sul valore aggiunto, lo scorso primo gennaio, e la costante riduzione della disoccupazione, giunta al minimo quinquennale del 9.2 per cento, potranno spingere la spesa domestica, secondo la società di ricerche di mercato GfK, anche se la crescita economica tedesca è attesa moderare al 2 per cento quest’anno, secondo stime della Bundesbank, soprattutto per effetto dell’erosione della competitività dell’export causata dall’apprezzamento dell’euro sul dollaro.

Resta comunque la forte domanda di beni capitali tedeschi proveniente dall’Asia, con regimi valutari non così strettamente legati al cambio del dollaro. Il rafforzamento dell’economia fornisce alle imprese tedesche margini per alzare i prezzi e induce i lavoratori a chiedere salari più alti, mettendo in allerta la Banca Centrale Europea. 

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