Cina – Nuovo rialzo della riserva obbligatoria

La banca centrale cinese ha disposto un nuovo rialzo del coefficiente di riserva obbligatoria, il settimo in undici mesi, per tentare di frenare la crescita dell’economia. Con decorrenza 15 maggio, i prestatori dovranno accantonare l’11 per cento dei depositi. Il boom di liquidità derivante dalle esportazioni sta alimentando inflazione, eccesso di investimento e bolle nei mercati azionario ed immobiliare: dal crollo del 9 per cento del 27 febbraio scorso il CSI-300, principale indice azionario cinese, è rimbalzato del 41 per cento. Data la scarsa o nulla efficacia di tali misure nel frenare la crescita della liquidità, il prossimo passo dovrebbe essere il rialzo dei tassi d’interesse e, in ultima istanza, il più veloce apprezzamento del cambio, attraverso l’ampliamento della banda di oscillazione giornaliera del cambio dello yuan, oggi posto allo 0.3 per cento, nei due sensi.
Ogni rialzo di mezzo punto nel coefficiente di risrva obbligatoria sottrae al sistema finanziario circa 170 miliardi di yuan, stante la consistenza dei depositi in valuta locale, che al 31 marzo era di 35.42 trilioni di yuan.
Da aprile dello scorso anno, la Cina ha alzato per tre volte i costi di indebitamento. Il tasso-chiave annuale sui prestiti è al 6.39 per cento, massimo da otto anni. Le stime degli economisti ipotizzano altri due rialzi nel corso di quest’anno.

Nel corso del primo trimestre, le riserve valutarie cinesi sono cresciute di 1 milione di dollari al minuto, il doppio del passo dello scorso anno, per effetto del boom dell’export, alimentato dal livello del cambio e dal rimpatrio dei corrispettivi da parte di compagnie cinesi che si sono quotate sui mercati azionari internazionali. La Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme, principale agenzia cinese di pianificazione, ha ribadito il rischio che la Cina affronti per la quarta estate consecutiva il rischio di black-out causati dall’aumento dei vincoli che una produzione industriale in accelerazione impone sulle forniture di carbone e petrolio.

Mentre la banca centrale vende obbligazioni per prosciugare liquidità, l’aumento del coefficiente di riserva obbligatoria rappresenta un mezzo più a buon mercato per frenare l’offerta di moneta: La People’s Bank of China paga l’1.89 per cento di interesse sulle riserve, contro il 2.976 per cento per i titoli di stato annuali collocati la scorsa settimana.

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