Stati Uniti – Crescita più lenta da quattro anni

L’economia statunitense è cresciuta nel primo trimestre dello 0.6 per cento annualizzato, a causa dell’ulteriore peggioramento del mercato immobiliare, dell’ampliamento del deficit commerciale e della riduzione di scorte aziendali. Il dato è il peggiore dal quarto trimestre 2002 e si raffronta ad un incremento dell’1.3 per cento inizialmente stimato il mese scorso. Lo scorso trimestre potrebbe essere stato il punto di minimo della congiuntura, visto che gli ultimi report hanno mostrato un miglioramento nella spesa delle imprese, mentre la riduzione dei livelli di scorte ha indotto una spinta ai livelli produttivi. Tale esito confermerebbe le previsioni della Federal Reserve, che questo mese ha reiterato che la crescita dovrebbe riprendere vigore per il resto di quest’anno e del prossimo. Le stime di consenso prevedevano una crescita dello 0.8 per cento.

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Cina – Il governo prova con le maniere forti

Oggi il mercato azionario domestico cinese ha accusato il peggior calo da tre mesi, dopo che il governo ha triplicato la tassa sulle transazioni di borsa per raffreddare un rally che ha finora attirato 300.000 nuovi investitori al giorno. L’indice CSI-300 ha perso il 5.8 per cento. Il mercato azionario cinese è raddoppiato quest’anno a 2.47 trilioni di dollari ed il numero di conti aperti presso le case di brokeraggio ha toccato la scorsa settimana il numero di 100 milioni, per la prima volta. La tassa sulle transazioni, equivalente al nostro vecchio fissato bollato, è stata portata allo 0.3 per cento del controvalore della transazione “per promuovere il salutare sviluppo del mercato finanziario”, come recita il comunicato apparso sul sito del Ministro delle Finanze.

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Giappone – Disoccupazione ai minimi da nove anni

Il tasso di disoccupazione giapponese è diminuito in aprile oltre le attese, al minimo degli ultimi nove anni,  mentre la spesa dei consumatori è aumentata per il quarto mese consecutivo. La disoccupazione è diminuita al 3.8 per cento, dal 4 per cento di marzo, contro attese per un dato invariato, mentre la spesa delle famiglie è aumentata dell’1.1 per cento annuale, contro attese per un più 0.2 per cento. Secondo il ministro per la politica economica e fiscale, la maggior domanda di lavoratori dovrebbe guidare i salari al rialzo, alimentando la spesa dei consumatori.

Questi dati hanno di conseguenza aumentato la probabilità che il prossimo rialzo dei tassi d’interesse possa verificarsi in agosto. Nel frattempo, il rendimento sul titolo di stato decennale giapponese ha toccato questa mattina l’1.34 per cento, il più elevato dallo scorso agosto.

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Giappone – La deflazione rallenta

I prezzi al consumo giapponesi sono diminuiti a passo più lento in aprile: i prezzi core, che escludono gli alimentari freschi, sono calati dello 0.1 per cento sull’anno precedente, in linea con le attese degli analisti, dopo la flessione dello 0.3 per cento annuo segnata in marzo, la maggiore in due anni. I prezzi core a Tokyo sono rimasti invariati in maggio per il secondo mese consecutivo, ed anch’essi in linea con le attese. Occorre considerare che, almeno fino a novembre, l’effetto-confronto di prezzi del petrolio vicini ai record, nel 2006, contribuirà a tenere bassa l’inflazione (ovviamente ipotizzando che l’andamento del greggio non cresca oltre i livelli dello scorso anno). Prima di riprendere l’aumento dei tassi d’interesse, quindi, la Bank of Japan avrà bisogno di capire se e come le imprese passeranno ai consumatori i recenti maggiori costi di energia e materie prime, circostanza per cui emergono le prime evidenze aneddotiche, anche in relazione alla revisione dei listini-prezzo che tradizionalmente avviene ad aprile, all’inizio del nuovo anno fiscale, soprattutto nei servizi.

Stati Uniti – Ordini di beni durevoli, prosegue la ripresa

Gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono cresciuti in aprile per il terzo mese consecutivo, rafforzando l’ipotesi di un rimbalzo dell’attività manifatturiera che potrà sostenere l’economia. L’incremento è stato dello 0.6 per cento complessivo, dopo il più 5 per cento di marzo, rivisto al rialzo dall’iniziale più 4.3 per cento, e a fronte di attese per un incremento dell’1 per cento. Al netto della componente riferita ai trrasporti gli ordini sono cresciuti dell’1.5 per cento, a fronte di attese poste a più 0.6 per cento. Il ridimensionamento dei livelli di scorte e la domanda estera in miglioramento stanno stimolando la fiducia delle imprese ad acquistare nuovi impianti e spingere la produzione.

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Iran, rinviato il razionamento dei carburanti

Il governo iraniano ha deciso di rinviare una decisione che era attesa per oggi relativa al razionamento e all’aumento del prezzo della benzina, provvedimenti che dovrebbero frenare la forte crescita delle importazioni di carburante. Il fenomeno, causato delle insufficienti capacità di raffinazione, colpisce il quarto Paese produttore di petrolio al mondo.

L’esecutivo ha annunciato pertanto che per il momento il prezzo della benzina rimarrà immutato, ad uno dei livelli più bassi al mondo, pari a 6,5 centesimi di euro al litro. In futuro verrà aumentato a 8 centesimi di euro, e in coincidenza verranno introdotte quote di razionamento. Rimane pero’ ignota la data in cui entreranno in vigore queste misure e la quantità di carburante che sarà concesso acquistare da parte di ogni automobilista. Così come se sarà possibile comperare altra benzina ad un prezzo superiore. Il bassissimo prezzo del carburante è dovuto ad un sistema di sovvenzioni introdotto fin dalla guerra con l’Iraq (1980-1988). Questa situazione determina forti sprechi e un’attività di contrabbando che vede la benzina rivenduta in gran quantità da privati in Paesi confinanti, come la Turchia, dove il prezzo è molto superiore.

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Cina – Nuova manovra monetaria, usate tutte le leve

La Cina ha deciso oggi di ampliare il limite di oscillazione giornaliera del cambio dello yuan contro dollaro per consentire un apprezzamento più rapido della propria divisa, una mossa funzionale a raffreddare la crescita e tagliare il surplus commerciale, causa di attrito con Stati Uniti ed Unione Europea.

Secondo la People’s Bank of China, l’ampliamento della banda di oscillazione servirà a migliorare il meccanismo di cambio e non significa che lo yuan fluttuerà molto o si apprezzerà in modo maggiore. Lo yuan potrà fluttuare fino allo 0.5 per cento giornaliero, nei due sensi, dallo 0.3 per cento attuale. Al contempo, il tasso a un anno sui depositi e quello di pari scadenza sui prestiti sono stati aumentati di 18 punti-base, rispettivamente a 3.06 e 6.57 per cento, ed è stato aumentato di mezzo punto il coefficiente di riserva obbligatoria, cioè la parte di depositi accantonata in riserve presso la banca centrale, ora all’11 per cento.

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