Stati Uniti – L’occupazione cresce meno del previsto, meglio per l’inflazione

I datori di lavoro statunitensi lo scorso mese hanno creato il minor numero di posti di lavoro degli ultimi due anni, mentre il tasso di disccupazione ha fatto segnare un incremento. Gli 88.000 nuovi impieghi fanno seguito alla creazione di 177.000 nuovi posti di lavoro in marzo, risultata inferiore alle precedente stima di 180.000, mentre il tasso di senza lavoro è aumentato dal 4.4 al 4.5 per cento. Le stime di consenso ipotizzavano la creazione di 100.000 nuovi impieghi. La revisione del bimestre precedente ha determinato la riduzione di 26.000 impieghi rispetto alle stime iniziali. I guadagni orari medi sono cresciuti dello 0.2 per cento, dopo l’incremento dello 0.3 per cento di marzo, portando la variazione annuale al 3.7 per cento dal 3.9 per cento.

Il rallentamento nella crescita degli impieghi discende dalla eliminazione di posti di lavoro nel commercio al dettaglio (meno 26.000) e nelle costruzioni (meno 11.000), mentre la manifattura ha distrutto 19.000 impieghi, dopo i 18.000 persi il mese scorso, peggiorando le stime, poste a meno 14.000. Il settore dei servizi ha creato 116.000 nuovi posti, il peggior risultato da giugno 2006, a cui ha contribuito il calo di 14.000 impieghi nel settore finanza ed assicurazioni.

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