Germania – Cala l’export, ma il surplus commerciale cresce

L’export tedesco è inaspettatamente diminuito in marzo per verosimile effetto del rafforzamento dell’euro, che tende ad erodere la competitività internazionale. Le vendite all’estero, corrette per stagionalità e giorni lavorati, sono diminuite dell’1.4 per cento su febbraio, quando si registrò un incremento dell’1.8 per cento. Le attese erano per un incremento dello 0.2 per cento. L’apprezzamento dell’euro contro dollaro, al nuovo record, ed il rallentamento negli Stati Uniti possono aver iniziato ad influire negativamente sull’export tedesco. Malgrado ciò, il boom degli ordini da Asia ed Europa sta continuando, e la riduzione della disoccupazione sta sostenendo i consumi tedeschi.

Il 7 maggio la Commissione Europea ha alzato la propria stima di crescita per l’economia dell’Area Euro a 13 membri, dal 2.4 al 2.6 per cento, in parte grazie ad all’accelerazione della crescita tedesca. Anche le importazioni sono inaspettatamente diminuite in marzo, nella misura del 3 per cento su febbraio. Di conseguenza il surplus commerciale, corretto per la stagionalità, ha toccato i 15.5 miliardi di euro, mentre non destagionalizzato ha raggiunto i 18.4 miliardi, da 14.2 miliardi di febbraio.

Dalla metà di gennaio l’euro si è apprezzato contro dollaro del 5 per cento, e ciò sta incidendo negativamente su alcune imprese tedesche maggiormente orientate all’export. Tra le evidenze aneddotiche, si segnala il calo del 38  per cento dell’utile della BMW, che la casa bavarese attribuisce in parte anche alla dinamica del cambio.

E’ di ieri il dato di marzo sulla produzione industriale tedesca, diminuita per la prima volta (dello 0.1 per cento) in cinque mesi, con revisione al ribasso da più 0.9 a più 0.4 per cento in febbraio, ma questo dato è mitigato da quello sugli ordini di fabbrica, cresciuti sempre in marzo del 2.4 per cento mensile, contro attese per una flessione dello 0.6 per cento, e revisione al rialzo del dato di febbraio, da più 3.9 a più 4.3 per cento.

In sintesi, un dato che necessita di ulteriori conferme, e che può essere frutto di semplice rumore statistico sulla frequenza mensile.

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