Stati Uniti – Migliora la produzione industriale in aprile

La produzione industriale statunitense è cresciuta in aprile oltre le attese, a causa del clima freddo che ha spinto la domanda di elettricità ma anche della ripresa della manifattura, dopo il parziale smaltimento dell’eccesso di scorte accumulate negli ultimi mesi. L’incremento dello 0.7 per cento della produzione industriale segue la flessione dello 0.3 per cento (rivista dall’originario calo dello 0.2 per cento), e batte la stima di consenso, posta a più 0.3 per cento. In ripresa anche il tasso di utilizzo della capacità produttiva, da 81.2 a 81.6 per cento.

La produzione manifatturiera è stata spinta al rialzo (più 0.5 per cento nel mese da più 0.6 per cento di marzo) soprattutto da veicoli a motore e beni ad alta tecnologia, mentre l’aprile più freddo da un decennio ha aumentato la domanda di riscaldamento domestico. La produzione delle utilities è infatti cresciuta del 3.5 per cento, da meno 7.5 per cento del mese precedente, che è stato il marzo più caldo da oltre un secolo. In ambito manifatturiero, la produzione di beni durevoli di consumo. incluse auto, arredamento ed elettronica, è cresciuta del 2.1 per cento, da più 0.3 per cento in marzo. La produzione di veicoli a motore rimbalza del 5.8 per cento, dopo il calo dello 0.5 per cento di marzo; quella di computers e periferiche cresce del 2.2 per cento, dopo il più 3.2 per cento di marzo. Il taglio di capacità produttiva dei costruttori automobilistici statunitensi sta venendo rimpiazzato dal forte investimento in nuovi impianti dei costruttori stranieri, soprattutto Toyota.

Nel complesso, il dato è favorevolmente coerente con la ripresa dei livelli produttivi già segnalata dall’indice ISM manifatturiero, ma la persistenza del rapporto scorte/consegne su livelli ancora relativamente elevati suggerisce cautela, nell’ipotesi di ulteriore indebolimento della domanda.

Un altro rapporto governativo pubblicato oggi ha segnalato un inatteso aumento dei nuovi cantieri, a 1,528 milioni di unità annualizzate, contro attese per un dato a 1,480 milioni di unità, pur se con revisione al ribasso per 27.000 unità del dato di marzo. Interessante è soprattutto il forte calo (dell’8.9 per cento) delle nuove licenze edilizie, a 1,429 milioni di unità, contro attese per 1,520 milioni (e revisione al rialzo per 25.000 unità su marzo). Si tratta del peggior risultato da giugno 1997, e dimostra che la correzione del mercato immobiliare è tuttora in pieno svolgimento.

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