Cina – Nuova manovra monetaria, usate tutte le leve

La Cina ha deciso oggi di ampliare il limite di oscillazione giornaliera del cambio dello yuan contro dollaro per consentire un apprezzamento più rapido della propria divisa, una mossa funzionale a raffreddare la crescita e tagliare il surplus commerciale, causa di attrito con Stati Uniti ed Unione Europea.

Secondo la People’s Bank of China, l’ampliamento della banda di oscillazione servirà a migliorare il meccanismo di cambio e non significa che lo yuan fluttuerà molto o si apprezzerà in modo maggiore. Lo yuan potrà fluttuare fino allo 0.5 per cento giornaliero, nei due sensi, dallo 0.3 per cento attuale. Al contempo, il tasso a un anno sui depositi e quello di pari scadenza sui prestiti sono stati aumentati di 18 punti-base, rispettivamente a 3.06 e 6.57 per cento, ed è stato aumentato di mezzo punto il coefficiente di riserva obbligatoria, cioè la parte di depositi accantonata in riserve presso la banca centrale, ora all’11 per cento.

Tutte le mosse mirano a ridurre la tumultuosa crescita economica cinese, prosciugando l’eccesso di liquidità alimentato dal crescente surplus commerciale del paese, che tendono ad alimentare bolle speculative sui mercati finanziari ed immobiliari ed eccesso d’investimento reale, ed appaiono peraltro strumentali ai colloqui che avranno luogo, dal 22 al 24 maggio a Washington, tra il vicepremier cinese Wu Yi ed il Segretario al Tesoro statunitense Henry Paulson.

Peraltro, ad oggi la banda giornaliera di oscillazione dello 0.3 per cento non è mai stata sfruttata appieno: la sua massima fluttuazione in un giorno è stata una rivalutazione dello 0.22 per cento, lo scorso 11 maggio. Tra le reazioni alla mossa cinese, si segnala l’apprezzamento contro dollaro ed euro dello yan giapponese e delle principali valute asiatiche, le cui economie potranno accrescere l’export di propri beni verso la Cina.

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