Iran, rinviato il razionamento dei carburanti

Il governo iraniano ha deciso di rinviare una decisione che era attesa per oggi relativa al razionamento e all’aumento del prezzo della benzina, provvedimenti che dovrebbero frenare la forte crescita delle importazioni di carburante. Il fenomeno, causato delle insufficienti capacità di raffinazione, colpisce il quarto Paese produttore di petrolio al mondo.

L’esecutivo ha annunciato pertanto che per il momento il prezzo della benzina rimarrà immutato, ad uno dei livelli più bassi al mondo, pari a 6,5 centesimi di euro al litro. In futuro verrà aumentato a 8 centesimi di euro, e in coincidenza verranno introdotte quote di razionamento. Rimane pero’ ignota la data in cui entreranno in vigore queste misure e la quantità di carburante che sarà concesso acquistare da parte di ogni automobilista. Così come se sarà possibile comperare altra benzina ad un prezzo superiore. Il bassissimo prezzo del carburante è dovuto ad un sistema di sovvenzioni introdotto fin dalla guerra con l’Iraq (1980-1988). Questa situazione determina forti sprechi e un’attività di contrabbando che vede la benzina rivenduta in gran quantità da privati in Paesi confinanti, come la Turchia, dove il prezzo è molto superiore.

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