Iran, rinviato il razionamento dei carburanti

Il governo iraniano ha deciso di rinviare una decisione che era attesa per oggi relativa al razionamento e all’aumento del prezzo della benzina, provvedimenti che dovrebbero frenare la forte crescita delle importazioni di carburante. Il fenomeno, causato delle insufficienti capacità di raffinazione, colpisce il quarto Paese produttore di petrolio al mondo.

L’esecutivo ha annunciato pertanto che per il momento il prezzo della benzina rimarrà immutato, ad uno dei livelli più bassi al mondo, pari a 6,5 centesimi di euro al litro. In futuro verrà aumentato a 8 centesimi di euro, e in coincidenza verranno introdotte quote di razionamento. Rimane pero’ ignota la data in cui entreranno in vigore queste misure e la quantità di carburante che sarà concesso acquistare da parte di ogni automobilista. Così come se sarà possibile comperare altra benzina ad un prezzo superiore. Il bassissimo prezzo del carburante è dovuto ad un sistema di sovvenzioni introdotto fin dalla guerra con l’Iraq (1980-1988). Questa situazione determina forti sprechi e un’attività di contrabbando che vede la benzina rivenduta in gran quantità da privati in Paesi confinanti, come la Turchia, dove il prezzo è molto superiore.

L’Iran non riesce quindi a far fronte alla crescente richiesta, ed è costretto ad importare circa il 45 per cento del fabbisogno. Nello scorso anno iraniano, finito in marzo, Teheran ha acquistato benzina dall’estero per 4,2 miliardi di dollari (circa 3,5 miliardi di euro). Secondo Mohammad Reza Nematzadeh, direttore della compagnia statale per la raffinazione, Niordc, alla fine dell’anno iraniano in corso, nel marzo del 2008, verrann consumati 82 milioni di litri al giorno, di cui solo 45 milioni saranno forniti da raffinerie nazionali.

Fin dall’anno scorso il governo ha fatto avere agli automobilisti carte elettroniche che dovranno servire per il razionamento, ma secondo la stampa la distribuzione è ancora lungi dall’essere conclusa. Tuttavia, a parte i problemi tecnici, diversi osservatori mettono in risalto i timori delle autorità per gli effetti che una penuria di benzina, o un forte aumento del prezzo per le quote non razionate, potrebbe avere sull’inflazione, che secondo esperti della Banca centrale è in forte crescita e dovrebbe arrivare entro il marzo dell’anno prossimo al 17 per cento.

[Ansa]

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