Giappone – Disoccupazione ai minimi da nove anni

Il tasso di disoccupazione giapponese è diminuito in aprile oltre le attese, al minimo degli ultimi nove anni,  mentre la spesa dei consumatori è aumentata per il quarto mese consecutivo. La disoccupazione è diminuita al 3.8 per cento, dal 4 per cento di marzo, contro attese per un dato invariato, mentre la spesa delle famiglie è aumentata dell’1.1 per cento annuale, contro attese per un più 0.2 per cento. Secondo il ministro per la politica economica e fiscale, la maggior domanda di lavoratori dovrebbe guidare i salari al rialzo, alimentando la spesa dei consumatori.

Questi dati hanno di conseguenza aumentato la probabilità che il prossimo rialzo dei tassi d’interesse possa verificarsi in agosto. Nel frattempo, il rendimento sul titolo di stato decennale giapponese ha toccato questa mattina l’1.34 per cento, il più elevato dallo scorso agosto.

A conferma del miglioramento del mercato del lavoro, si segnala anche il rapporto tra impieghi disponibili e richiedenti, migliorato in aprile per la prima volta in nove mesi e passato da 1.03 a 1.05, dopo il massimo storico di 1.09 toccato a luglio dello scorso anno. Questo dato rappresenta la conferma del miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, che sono ora nuovamente attese esercitare pressioni al rialzo sulle retribuzioni, dopo che nel recente passato l’espansione non si è tradotta in maggiori stipendi e salari, cresciuti nel 2006 di solo lo 0.3 per cento.

L’accresciuta occupazione dei neolaureati all’inizio dell’anno fiscale ha guidato il calo della disoccupazione: il tasso di disoccupazione per le persone di età compresa tra 15 e 24 anni è sceso di 1.5 punti percentuali, al 7.5 per cento. Uno dei motivi dell’assenza di pressioni salariali, secondo alcuni analisti, sarebbe da rinvenire nella struttura demografica giapponese: i baby boomers che vanno in pensione vengono sostituiti a tasso crescente da lavoratori più giovani ed a buon mercato, anche per le modifiche nella struttura retributiva che si sono nel frattempo prodotte anche in Giappone.  Un’altra motivazione delle ridotte pressioni salariali è da ricondurre all’accresciuto uso di lavoratori a part-time, che nel primo trimestre hanno rappresentato circa un terzo della forza-lavoro, in crescita di quasi un punto percentuale sul precedente trimestre.

Annunci