Cina – Il governo prova con le maniere forti

Oggi il mercato azionario domestico cinese ha accusato il peggior calo da tre mesi, dopo che il governo ha triplicato la tassa sulle transazioni di borsa per raffreddare un rally che ha finora attirato 300.000 nuovi investitori al giorno. L’indice CSI-300 ha perso il 5.8 per cento. Il mercato azionario cinese è raddoppiato quest’anno a 2.47 trilioni di dollari ed il numero di conti aperti presso le case di brokeraggio ha toccato la scorsa settimana il numero di 100 milioni, per la prima volta. La tassa sulle transazioni, equivalente al nostro vecchio fissato bollato, è stata portata allo 0.3 per cento del controvalore della transazione “per promuovere il salutare sviluppo del mercato finanziario”, come recita il comunicato apparso sul sito del Ministro delle Finanze.

Questa misura segue le ripetute restrizioni monetarie adottate negli ultimi mesi dalle autorità cinesi per frenare lo sviluppo della bolla speculativa su investimenti reali e finanziari. Lo scorso febbraio una misura di restrizione agli investimenti azionari effettuati tramite indebitamento causò un crollo del 9.2 per cento in una sola seduta dell’indice CSI-300, che innescò una forte correzione ai listini azionari globali.

Secondo molti analisti, una correzione del 3 per cento ai listini sarebbe “salutare”, ma oltre tale limite il rischio è quello di causare tensioni sociali: piccoli investitori di tutte le estrazioni sociali stanno entrando sul mercato, allettati dalla speranza di ampi e rapidi guadagni. In questo momento il mercato domestico cinese è quotato 48 volte gli utili riportati, il più costoso e con multipli doppi rispetto a India e Giappone, i due successivi mercati più costosi all’interno della regione.

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